Ma quale blue monday, il Derby d’Italia è nostro!

Premetto che questo non sarà un articolo obiettivo, come non è stata (e non ...


Premetto che questo non sarà un articolo obiettivo, come non è stata (e non è tuttora) obiettiva la mia percezione di una vittoria contro la squadra più odiata del Paese. Una partita che da sempre viene definita come il Derby d’Italia, seppure tra le due squadre siamo soltanto noi quelli che non hanno mai militato nel campionato di Serie B.

Oggi, in un lunedì che tutti definiscono blue monday, mi sono svegliato invece veramente sollevato, in preda a quella sensazione di soddisfazione compiaciuta tipica delle domeniche mattina quando puoi permetterti di rimanere un po’ di più sotto le coperte, o di quando vai a trovare i tuoi genitori per pranzo e ti hanno preparato il tuo piatto preferito di sempre, oppure di quando qui a Roma stai per tardare ad un appuntamento e ti capita di trovare il parcheggio esattamente nel luogo dell’incontro. Ecco, quel particolare stato d’animo.

È incredibile quanto portare a casa una sfida così sentita possa rivoluzionare la tua settimana, ma d’altronde noi tifosi siamo così... e non vogliamo cambiare.

Per quanto riguarda la partita c’è poco da dire, al di la di un avvio deciso della Juventus che riesce anche ad arrivare al gol con Ronaldo dopo un tiro-cross di Chiesa, partito però in fuorigioco (purtroppo per i bianconeri con il VAR su certe cose gli arbitri non riescono più a chiudere un occhio), siamo noi che facciamo la partita e li annientiamo in tutti i reparti di gara.

Tanto che appena due minuti dopo l’occasione annullata a CR7 ci pensa Vidal, in collaborazione con Barella (al quale voglio fare anche gli auguri per la nascita della terzogenita Matilde, subito dopo la partita[1]), a creare e capitalizzare con cattiveria e convinzione il canonico gol dell’ex, inserendosi in area e sovrastando lo juventino Danilo con un potente colpo di testa ravvicinato che si insacca alla destra di un incolpevole Szczesny. Uno a zero per noi dopo neanche un quarto d’ora, un sogno del quale non voglio svegliarmi.

Un sogno che prosegue, visto che nei successivi 20 minuti riusciamo ad impensierire il loro portiere prima con lo stesso cileno che spara alto, poi con una debole conclusione di Brozovic e infine con la doppia occasione generata dalla nostra coppia d’attaccanti: prima la botta di Lukaku (innestato dal sempre gigantesco Barella sulla mediana) che viene respinta sui piedi di Lautaro il quale, incredibilmente a porta vuota, riesce a calciare alto, e poi con un’azione di sfondamento del belga che riesce a recapitare la palla sul destro dello stesso Lautaro che, stavolta, calcia a lato della porta. Sicuramente tra le note amare c’è questa mancanza di vena realizzativa dell’argentino... ma oggi non ci penso.

Siamo talmente padroni del gioco che gli juventini non riescono praticamente ad arrivare nella nostra area, delegando al tiro da fuori di Ronaldo l’unica occasione che riescono a produrre. Noi invece continuiamo ad essere cattivi e rapidi, e sempre il solito Barella si produce in una percussione sulla destra che, dopo aver seminato l’insipido Rabiot, gli permette un assist sul destro in corsa di Lukaku neutralizzato, però, da Szczesny.

Andiamo negli spogliatoi in vantaggio e in completo dominio del campo, ed è così che rientriamo anche nel secondo tempo. Io nel frattempo sono rimasto totalmente paralizzato sul divano, a metà tra l’incredulità (non mi ricordavo una partita così agguerrita da parte della mia Inter da tanto tempo) e la scaramanzia (proprio per questo, mai dire mai).

Ma tant’è, ripartiamo alla grande e dopo neanche dieci minuti ci pensa la promessa Bastoni a fare una verticalizzazione di 50 metri che libera il solito, incontenibile, straordinario Nicolò Barella che, a tu per tu con il portiere, insacca di potenza sotto la traversa. Due a zero, e per quanto mi riguarda da quel preciso istante sarebbero potuti anche tornare direttamente a Torino.

D’altronde a dirlo non sono solo io, ma anche il gioco stesso visto che nonostante una serie di cambi del fantomatico “maestro” Pirlo la Juve non riesce minimamente ad impensierirci.

Anzi, siamo sempre noi ad essere pericolosi prima con Lautaro che si beve Bonucci e calcia di poco a lato dello specchio, e poi con Hakimi servito sulla corsa dal subentrato Sanchez che spedisce alto sopra la traversa.

Che dire, ci sono poche cose che mi fanno contento come batterli. Ma batterli in questo modo è veramente unico... non esiste blue monday che tenga! Ora vediamo cosa faranno gli altri questa sera, perché se dovesse veramente dimostrarsi una giornata perfetta sabato prossimo alle 18.00 andremo ad Udine da primi in classifica.

Sempre Forza Inter.

Avv. Nicola Bruno