nicolabrunoblog.it Rss https://www.nicolabrunoblog.it/ Mi chiamo Nicola Bruno e si può dire che io sia nato interista. Essere stato tifoso dell’Inter a Roma durante la mia infanzia è stata una scuola di vita. it-it Mon, 15 Feb 2021 06:30:22 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 nicolabrunoblog@gmail.com (Nicola Bruno) nicolabrunoblog@gmail.com (Avv. Nicola Bruno) Archivio https://www.nicolabrunoblog.it/vida/foto/sfondo.jpg nicolabrunoblog.it Rss https://www.nicolabrunoblog.it/ Finalmente primi (ma non abbiamo vinto ancora nulla!) https://www.nicolabrunoblog.it/post/575/finalmente-primi-ma-non-abbiamo-vinto-ancora-nulla

Era da tanto tempo che volevo scriverlo, e oggi mi posso togliere questo peso: siamo finalmente primi! Primi davanti a quei sopravvalutati dei rossoneri, ai romanisti, alla rubentus, primi davanti a tutti.

Una squadra che vedo finalmente scendere in campo per vincere, convinta della sua superiorità tecnica e del suo strapotere fisico, con gli occhi di tutti i suoi interpreti saldamente fissati sull’obiettivo dei 3 punti. Soprattutto dopo l’incredibile sconfitta dei cugini contro lo Spezia. Ecco quello che noi tifosi vogliamo.

Dopo un avvio più accelerato da parte dei biancocelesti, quest’anno ancora imbattuti in Serie A, siamo noi a prendere in mano le redini del gioco e a innescare una serie di verticalizzazioni, soprattutto per Perisic, con Eriksen assoluto padrone tattico del centrocampo. Da queste arriva un tiro di Lautaro veramente fuori di poco, e il mio primo mezzo infarto.

Ma l’esultanza è soltanto rimandata al 20’, quando l’ennesimo ottimo scambio Lukaku-Lautaro (ormai la coppia mi sembra sempre più affiatata) manda l’attaccante argentino a tu per tu con il portiere biancoceleste, costringendo il difensore Hoedt ad una disperata rincorsa culminata con il fallo. Ora qui io vorrei aprire una parentesi, perché secondo me oltre a essere un fallo netto questo è anche un intervento da ultimo uomo, e quindi da rosso. Come è possibile che, nel dopopartita che ho seguito su Sky, nessuno dei sedicenti giornalisti presenti in quel salotto abbia saputo controbattere alle assurde lagne del solito Simone Inzaghi, un ottimo allenatore che però spesso e volentieri lo sentiamo lamentarsi di presunti torti che vede soltanto lui? Come ci si può lamentare di un rigore, a suo giudizio, netto ma “difficile da digerire perché ha indirizzato la gara”? Mah, mistero. Avrei voluto vederli giocare in 10 per più di un’ora per sentire cosa sarebbe stato capace di dichiarare.

Comunque, tornando a noi e a la cosa più importante, dagli 11 metri si presenta il solito Lukaku che, neanche a dirlo, si avvicina a CR7 in vetta alla classifica marcatori spiazzando Reina e portandoci in vantaggio. Uno a zero, bene così!

Il primo tempo va avanti con un paio di timidi tiri da parte di Immobile e Luis Alberto a spezzare, in realtà, una serie di occasioni da parte nostra. Tanto che allo scadere troviamo anche il gol del raddoppio, sempre con Lukaku che si ritrova la palla sul destro dopo un contrasto di Brozovic sulla trequarti. Vi dico soltanto che mi sono alzato per esultare e mi sono accorto soltanto dopo qualche minuto che c’era un vizio di fuorigioco. Un vizio che però la moviola ha successivamente escluso, e quindi con il sedicesimo gol del belga andiamo negli spogliatoi sul 2 a 0 e io posso tranquillamente continuare a esultare in giro per casa.

Nel secondo tempo giochiamo più di ripartenza, e andiamo anche vicini al 3 a 0 con un’occasione a mio parere sprecata da Hakimi, ma come sempre il calcio non è una scienza esatta e così, al 62’, una punizione dal limite battuta malissimo da parte di Savic trova la deviazione fortunata di Escalante che finisce alle spalle di Handanovic.

La gara è incredibilmente riaperta, e io ricomincio nervosamente ad agitarmi sul divano già impaurito da ciò che mi aspetterà nell’ultima mezzora. E invece passano due minuti e un nostro contropiede si trasforma nel terzo gol, con Lukaku che si mangia letteralmente Parolo per arrivare davanti a Reina e scaricare un pallone facile facile al suo compagno di reparto argentino. Palla appoggiata in rete, 3 a 1 per noi! L’attaccante belga si dimostra stratosferico, un giocatore decisamente sopra la media della Serie A, e lo fa vedere anche intorno al 70’ quando scarica una bordata troppo centrale, che viene neutralizzata dall’estremo difensore della Lazio.

Nuovamente in vantaggio di due gol la partita si abbassa notevolmente di ritmo, e nonostante un altro paio di occasioni innocue per parte, di fatto, non succede niente.

O meglio, qualcosa succede: al triplice fischio siamo primi in classifica: godimento assoluto.

E ora mi aspetta una settimana mangiato dall’ansia, perché se domenica alle 15.00 riusciamo a vincere il derby vorrà dire che saremo primi con 4 punti di distacco!

Sempre, sempre, sempre forza Inter.

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 15 Feb 2021 06:30:22 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/575/finalmente-primi-ma-non-abbiamo-vinto-ancora-nulla info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Riprendiamo bene, ma ora pronti a tutto https://www.nicolabrunoblog.it/post/574/riprendiamo-bene-ma-ora-pronti-a-tutto

La settimana era iniziata nel peggiore dei modi, con la sconfitta in casa rimediata dagli juventini a causa di una prova onestamente incolore, ma si è rimessa sui giusti binari venerdì sera al Franchi di Firenze con una prova convincente sia dal punto di vista tattico, con due gol fatti senza subirne alcuno, sia da quello caratteriale che più mi interessava, con una sicurezza e una padronanza del campo che mi piacerebbe ritrovare ogni volta che calpestano il terreno di gioco.

E non era facile, perché la Fiorentina quest’anno sta affrontando una stagione difficile e ogni domenica entra in campo con l’obbligo di dimostrare qualcosa in più, una prova di nervi che dimostri il suo effettivo valore e che la faccia rientrare in carreggiata nella classifica di Serie A.

Ma noi siamo più forti, e lo siamo soprattutto grazie ai due giocatori che, non a caso, hanno risolto proprio questa partita confermandosi dei veri e propri traini per tutta la squadra fin da inizio anno. Sto parlando di Barella e di Hakimi, artefice il primo del gol del vantaggio e il secondo dell’assist per il facile raddoppio di Perisic. Ma andiamo in ordine.

Iniziamo il match subito pericolosamente, con il loro portiere Dragoswki che si esibisce in un mezzo miracolo con la mano di richiamo su un tiro a colpo sicuro del solito centrocampista ex Cagliari su servizio proprio di Hakimi. Dopo un’azione fortunosadella Fiorentina terminata con un tiro debole di Eysseric di poco a lato, ecco al 31’ ancora Barella che raccoglie uno scambio corto da corner e, dal limite dell’area, fa partire un interno destro a giro sul secondo palo che si insacca alle spalle dell’estremo difensore viola. Siamo in vantaggio e io mi confermo sempre più innamorato di questo giocatore strepitoso, urlando e saltando per tutta casa come avessi dieci anni.

In realtà non è andata tutta rose e fiori, perché dopo cinque minuti ho trattenuto davvero il fiato quando, dopo una bella incursione sulla fascia di campo più vicina alle telecamere da parte di Martinez Quarta, questi ha scaricato per l’inserimento dell’ex milanista Bonaventura che, immediatamente, ha esploso un vero e proprio missile destinato ad insaccarsi sotto la traversa. Per nostra fortuna il capitano Handanovic, che ci lascia spesso perplessi nelle uscite, quando è sulla linea dei pali rimane uno dei portieri più forti in Europa e così non solo respinge il tiro sul palo alto, ma si fa anche trovare pronto nella seguente ribattuta di sinistro dell’ex Biraghi, che riesce a spedire lontano grazie ad una parata con i piedi. Siamo ancora in vantaggio.

Nel secondo tempo rientriamo con Gagliardini al posto di Vidal(speriamo che il problema al ginocchio lo faccia recuperare presto, ci serve come il pane), ma dopo neanche dieci minuti riusciamo a mettere una seria ipoteca sui 3 punti grazie al solito, incessante, incontenibile Hakimi che dopo 40 metri di corsa si scrolla letteralmente di dosso un imbarazzante Igor per poi servire il più facile degli assist a Perisic, nel frattempo sopraggiunto nell’altra fascia. La partita, di fatto, finisce qui.

In realtà riusciamo a fare anche il terzo gol con Lukaku, poi annullato per un vizio di fuorigioco iniziale, e continuiamo a provarci per tutto il resto della partita con lo stesso attaccante belga, con il subentrato Lautaro, con Hakimi e Gagliardini, ma anche per colpa di Dragoswki il conteggio delle reti rimane invariato. E in fin dei conti cambia poco, nella mia testa già prefiguravo il calendario delle prossime partite e mi proiettavo, in particolare, verso la sfida di domani sera.

Perché andiamo allo Stadium, e dobbiamo assolutamente vendicare quella figuraccia che abbiamo rimediato in casa. Lo dobbiamo fare perché siamo più in forma e più forti, ma soprattutto perché siamo l’Inter e niente e nessuno ci può spaventare. Non i gobbi domani, e nemmeno la Lazio e il Milan che, a seguire, completeranno il calendario di febbraio.

Sempre forza Inter, dai che nei prossimi giorni ci riprendiamo la stagione!

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 8 Feb 2021 04:15:49 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/574/riprendiamo-bene-ma-ora-pronti-a-tutto info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Prima il dovere, domani il piacere https://www.nicolabrunoblog.it/post/573/prima-il-dovere-domani-il-piacere

Sabato pomeriggio avevano vinto sia i rossoneri che i bianconeri, e quindi la sera non ci restava altro da fare che scendere in campo e annientare il malcapitato Benevento per ristabilire il giusto ordine al campionato (il giusto ordine sarebbe vederli perdere la vetta della classifica, ma tempo al tempo...). E così è stato, una netta vittoria per 4 a 0 che è sintomo di una rinnovata autoconsapevolezza. Bene così.

Una prestazione talmente sopra le righe che ci ha concesso anche di tenere in scuderia parte della formazione (De Vrij, Young, Brozovic e Vidal), così da dar loro il tempo per rifiatare e preparare al meglio lo scontro di Coppa Italia di domani sera, dove incontreremo quella vergogna calcistica chiamata Juventus.

In campo scendono comunque i nostri pezzi da novanta, Lukaku e Hakimi su tutti, ma soprattutto questa volta un tribunaro Antonio Conte decide di impiegare il danese Eriksen davanti la difesa, “alla Pirlo”, per impostare il gioco fin dal vertice basso e dettare i tempi degli inserimenti dei suoi compagni di squadra (FINALMENTE!). E i frutti di questa scelta si vedono fin dal 6° minuto, quando lo stesso fantasista scodella in mezzo all’area un bel cross da calcio di punizione che, velenoso, viene maldestramente rimpallato dall’esterno giallorosso (anche se sabato in tenuta bianca) Improta per finire inesorabilmente a baciare il palo interno della porta beneventana. Siamo già in vantaggio, sto cenando con un buon vino, e la serata non potrebbe andare meglio di così.

Il primo tempo si regge tutto sul nostro possesso palla, facilitato dalle geometrie di Eriksen e dal solito metronomo che prende il nome di Barella, e a parte una simulazione evidente del solito Lapadula, praticamente, non subiamo nessuna occasione pericolosa.
Anzi, siamo noi a costruire di più arrivando a ottenere un calcio di punizione dal limite anziché un evidente rigore (ma se il fallo è sulla linea, perché dare punizione da fuori?!?), e a sfiorare il palo alla sinistra di Montipò tre volte: prima con un destro a giro da fuori area da parte di Lautaro, poi con un’incornata sbagliata di Hakimi, autore di un ottimo inserimento adeguatamente premiato dal lancio di Eriksen, e infine ancora da Lautaro, che calcia di poco alto dopo un uno-due con Barella.

Arriviamo all’intervallo, quindi, dopo quarantacinque minuti di dominio assoluto del campo, e in cuor mio già tremo all’idea di cosa potremmo essere capaci al rientro dagli spogliatoi. E invece, fortunatamente, questa volta l’Inter mi stupisce e riprende a giocare esattamente come aveva lasciato.

Dopo tre minuti è sempre il nostro centrocampista danese a mettersi in mostra, arrivando al limite dell’area e esplodendo un sinistro che, deviato, assume una strana parabola che lo fa stampare esattamente sulla traversa. Sul rimpallo ci sarebbe Lautaro a confermare in rete, ma in posizione di fuorigioco. Ma la sfida tra la punta argentina e la porta campana è rinviata di dieci minuti, quando la prima riceve una buona palla in verticale da Gagliardini e, eludendo con un rimpallo la marcatura di Barba, infila di sinistro sul primo palo il nostro gol del raddoppio, il suo undicesimo stagionale, mettendo fine ad un digiuno che stava diventando veramente pesante.

La partita, in realtà mai in discussione, è ora praticamente conclusa.

Dopo un giro di sostituzioni per far rifiatare qualche giocatore ormai sfinito (uno su tutti, il nostro gioiellino Barella che ci servirà domani sera), ci pensa il portiere giallorosso a mettere definitivamente il punto esclamativo sul match, regalandoci un pallone in area di rigore che intercetta Lautaro e che finisce sui piedi fatali di Lukaku. Tre a zero facile facile, e per il belga la migliore risposta alle recenti polemiche con Ibrahimovic. Vorrei aprire qui una parentesi su questa moda della costruzione bassa da parte del portiere: ma siete tutti impazziti? Ecco che succede quando si osa troppo, personalmente per la mia squadra una cosa del genere non la vorrei mai vedere (e per fortuna il nostro allenatore non sembra attuarla, al momento)! In questo caso, comunque, tanto meglio per noi. Siamo tre a zero al settantesimo, e quindi mi pregusto gli ultimi venti minuti in estremo relax.

Relax che in realtà viene positivamente stravolto dieci minuti dopo, quando lo stesso Lukaku viene imbeccato efficacemente dal neoentrato Sanchez (che mai e poi mai avrei dato alla Roma) per il definitivo quattro a zero e la sua doppietta personale al ventesimo gol stagionale.

Archiviata la pratica Benevento in campionato, quindi, non ci rimane altro che avere il piacere di affrontare domani sera la Juventus a San Siro, nella prima delle due semifinali della Coppa nazionale, e guadagnarsi quindi il gusto di eliminarli nel loro stadio il 9 febbraio, quando si giocherà il ritorno. Sarebbe troppo bello per me, e immagino per tutti i nostri tifosi. Sperando lo sia anche per il nostro allenatore.

Sempre forza Inter, distruggiamoli!

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 1 Feb 2021 04:28:26 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/573/prima-il-dovere-domani-il-piacere info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Ciao Ibra, noi andiamo in semifinale https://www.nicolabrunoblog.it/post/572/ciao-ibra-noi-andiamo-in-semifinale

Goduria. Goduria assoluta. Il derby è l’unica partita, oltre a quella con i gobbi, per la quale godo di più a vincere all’ultimo secondo, anche giocando male, rispetto alle altre volte in cui non avere la certezza del risultato mi logora per tutti i novanta minuti più recupero. E sapere che Milano torna a tingersi di neroazzurro, accantonando quel bruttissimo accostamento cromatico simbolo di quegli altri, è una gioia incontenibile.

Quest’anno, poi, vederli ricoprire il primo posto in classifica mi infonde un grande senso di rabbia e frustrazione, differente da quel periodo berlusconiano in cui sì vincevano, ma quantomeno lo facevano schierando in campo formazioni stellari e non una compagine mediocre come quella vista anche ieri sera a San Siro. Una squadra sì mediocre, ma che quest’anno ci ha già messo in difficoltà in campionato e che ora ci riprova in questo turno di eliminazione diretta di Coppa Italia. E ci riesce, tanto che il primo tempo è più a tinte rossonere che neroazzurre. 

Anche se non c’è un vero e proprio dominio del campo, infatti, è il Milan a creare le occasioni più pericolose prima con Leao e poi con Diaz che sfiora una sponda di testa del solito Ibrahimovic, sul quale aprirò una parentesi più avanti. Dopo un’occasione creata dal nostro Lukaku, bravo a farsi trovare in area e a concludere sul primo palo dopo essersi smarcato da Romagnoli, per poi vedersi respingere il tiro da un bell’intervento in spaccata di Tatarusanu, schierato in sostituzione di Donnarumma, è infatti la seconda squadra di Milano a passare in vantaggio. E lo fa, puntualmente, con il loro uomo che più detesto, lo svedese nostro ex.
Sul gol niente da dire, lui è sicuramente un fenomeno capace di trovare gli angoli di tiro più remoti (in questo caso, un rasoterra che prima di finire in rete si stampa sul palo alla destra di Handanovic) e Kolarov non è (e non può essere!) un difensore centrale adibito alla sua marcatura, ma mi domando come si possa preparare una sua marcatura in questo modo... Vabbè, uno a zero per loro e io che nel frattempo schiumo di rabbia seduto sul mio divano di casa. Se solo fossi stato a San Siro quantomeno mi sarei sfogato!

Cinque minuti dopo andiamo anche vicini al pareggio, con Sanchez che di testa si fa ribattere una palla sulla linea dal duo Romagnoli-Tomori, ma la vera sliding door della partita avviene allo scadere del primo tempo, quando il nostro stesso attaccante belga, dopo un’azione in cui subisce praticamente cinque falli in dieci metri di corsa, finisce per innervosirsi e reagire. A quel punto, nonostante le proteste fossero rivolte al capitano dei rossoneri, interviene quel codardo di Ibra che, a distanza, proferisce delle parole che a risentirle oggi a freddo fanno ancora più rabbia. Da lì parte la zuffa, con Lukaku infervorito, nessuno in grado di contenerlo e un’inevitabile fronte a fronte con lo svedese che costa il cartellino giallo a entrambi. “Go do your vodoo shityou little donkey” (letteralmente “vai a fare le tue *** voodoo, asinello”) è l’offesa che gli lancia, e che si riferisce a un episodio della carriera del belga nel quale, per alimentare i veleni nei suoi confronti, il presidente dell’Everton aveva fatto girare la voce che il suo trasferimento al Chelsea fosse dovuto ad una previsione vodoo della madre. Insomma, una calunnia e pure con fondamenti razzisti vista l’origine congolese della famiglia, che addirittura fece muovere il giocatore verso un’azione legale. 

L’episodio, oltre a rappresentare la migliore cartolina per lo scorrettissimo Ibra, fortunatamente fa scattare la molla nella testa del nostro attaccante che da quel momento diventa come un toro nell’arena. E così, con a traino tutta la squadra, finiamo il primo tempo e ricominciamo la ripresa con il piede puntato sull’acceleratore producendo una serie di occasioni pericolose per la porta del Milan. Prima Brozovic, poi Sanchez, poi lo stesso Lukaku bloccato all’ultimo da Tomori dopo l’ennesimo assist della stagione di Hakimi, arrivano vicini al pareggio. Ma la nostra occasione migliore arriva al 58’, quando il loro svedese, già ammonito, rincorre nervosamente Kolarov a centrocampo commettendo il secondo fallo decisivo. Cartellino rosso... vattene a casa Ibra!

Ora possiamo davvero fare la differenza, e infatti la facciamo: prima Perisic di testa va vicinissimo al gol e poi Barella, subentrato in area, esegue una splendida finta di corpo che costringe un avventato Leao al fallo. Rigore per noi più che meritato, Lukaku sul dischetto e....GOL! Finalmente il pareggio, non ne potevo più.

I minuti che ci separano al fischio finale sono un vero e proprio tiro al bersaglio, con il loro Tatarusanu che si esalta e non fa assolutamente rimpiangere il portiere titolare. Io nel frattempo sono letteralmente mangiato dall’ansia e già mi prefiguro il protrarsi della partita allo stesso modo, con la loro porta maledetta e con noi che siamo costretti ad arrivare fino ai calci di rigore (si, la mente di noi tifosi è esattamente così contorta e pessimista, tutti voi potrete confermarmelo).

E invece, quando tutto sembrava andare alla stessa maniera, ecco che al 97’ minuto arriva una punizione per noi dal limite dell’area che il subentrato Eriksen spedisce sotto l’incrocio dei pali. Se Tatarusanu avesse parato anche questa, giuro, avrei tirato la tv dal balcone. E invece è da ieri sera che continuo a godere come un riccio, soprattutto se penso all’umore di Ibra di oggi.... Ciao caro, noi ce ne andiamo in semifinale, tu pensa a guardarti alle spalle che stiamo arrivando anche in campionato.

Sempre Forza Inter.

Avv. Nicola Bruno

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Wed, 27 Jan 2021 05:31:11 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/572/ciao-ibra-noi-andiamo-in-semifinale info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Dovevamo vincere, ma Conte parla degli arbitri https://www.nicolabrunoblog.it/post/571/dovevamo-vincere-ma-conte-parla-degli-arbitri

Una partita insapore, incolore e soprattutto inutile. L’occasione di trovarci al giro di boa di questa Serie A al primo posto è sfumata un’altra volta a causa dell’ennesima prestazione inguardabile da parte della nostra povera Inter, trainata da un uomo che da molto, troppo tempo pensa più a giustificare le sue mancanze piuttosto che a costruire terreno fertile per una serie continuativa di risultati positivi. Un uomo, Antonio Conte, che anche questa volta ha focalizzato l’attenzione sugli errori arbitrali anziché spiegare a noi tifosi com’è possibile che una squadra costruita per la Champions e per una (quest’anno) possibile vittoria del campionato esca dalla Dacia Arena con un pareggio a reti inviolate. Insomma, un allenatore che dal prossimo anno mi auguro di non vedere più indossare i nostri colori, ma magari tornare nei luoghi dove tale piagnisteo veniva accolto più favorevolmente sia tra i tifosi che nelle sedi federative.

Più ci penso più mi viene rabbia, sabato con la sconfitta del Milan (spero che finalmente sia evidente a tutti come si tratta di una squadra assolutamente battibile, soprattutto se si trova di fronte ad organizzazione e velocità come quelle dell’Atalanta) e la vittoria in extremis di una Roma al limite di una crisi di nervi prenderci i 3 punti era più che obbligatorio. Ma come al solito abbiamo sbagliato.

E pensare che la partita era anche iniziata bene... al di la di un primo errore da parte di Bastoni che rischiava di costarci caro avevamo trovato l’incursione e gol di Lautaro dopo 7 minuti, peccato che partiva al di la della linea dei difensori. Nel quarto d’ora successivo, invece, abbiamo permesso all’Udinese di costruire di più nel loro centrocampo, e infatti sono arrivati tre volte, ma mai pericolosamente, a concludere verso la porta di Handanovic.

Tra il ventesimo e il trentesimo abbiamo avuto due occasioni buone, prima con un errore difensivo dei bianconeri che ha proiettato il nostro attaccante argentino davanti a Musso ma che non gli ha impedito di calciargli praticamente addosso, seppur molto forte. Poi è stato Barella (quanto mi piace questo giocatore!!!) a farmi saltare dal divano, calciando quasi perfettamente al volo da una respinta di testa in seguito a un calcio d’angolo, con il pallone che è finito esterno all’incrocio dei pali veramente di un soffio.

Il primo tempo, dopo due tiri telefonati di Young e Vidal, finisce così. Veramente troppo poco se si vuole raggiungere la vetta della classifica.

Il secondo tempo riprende praticamente allo stesso modo, con qualche nostra timida iniziativa (generata soprattutto da Hakimi, una vera spina nel fianco della difesa friulana) e rare ma pericolose occasioni dell’Udinese. Soprattutto quella di De Paul, un tiro uscito di pochi centimetri alla destra di Handanovic, che mi è costata una sonora imprecazione. Fortunatamente senza ripercussioni. E per quanto riguarda la cronaca della partita, non c’è davvero nient’altro da dire.

Quello che posso affermare con certezza è che dopo un anno e mezzo di tattiche è evidente come Conte continui ad affidarsi solo ed esclusivamente alle intuizioni dei singoli, soprattutto agli uno contro uno degli esterni (quasi sempre il marocchino, raramente Perisic) che sperano in qualche altra giocata da campione di una delle due punte (quasi sempre Lukaku, ogni tanto Lautaro) per concretizzarsi in gol. Insomma, una strategia decisamente insufficiente se si incappa in giornate no come quella di sabato.

Che poi l’arbitro Maresca potesse risparmiarsi quella frase infelice siamo tutti d’accordo, noi tifosi in primis che queste cose le viviamo sicuramente peggio di un professionista pagato praticamente 12 milioni di euro l’anno. Ma anche noi tifosi riusciamo ad essere più oggettivi, ammettendo che nonostante i 4 minuti di recupero potessero rivelarsi pochi, e nonostante sentirsi dire di accettare il pareggio da un direttore di gara sia insolito e irrispettoso, di certo non è colpa di Maresca se abbiamo giocato male e siamo usciti da lì senza essere riusciti a segnare. E quindi è inaccettabile che nelle interviste post-partita il nostro allenatore parli soltanto di quello.

Che altro? Stringiamoci intorno a questa squadra e diamoci un nuovo appuntamento a sabato sera, quando arriverà il Benevento a San Siro. Non ci rimane molto da fare se non rimanere fortemente interisti e gridarlo sempre: Forza Inter!


Nicola Bruno

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Mon, 25 Jan 2021 08:34:51 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/571/dovevamo-vincere-ma-conte-parla-degli-arbitri info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Ma quale blue monday, il Derby d’Italia è nostro! https://www.nicolabrunoblog.it/post/570/ma-quale-blue-monday-il-derby-d&8217italia-e-nostro

Premetto che questo non sarà un articolo obiettivo, come non è stata (e non è tuttora) obiettiva la mia percezione di una vittoria contro la squadra più odiata del Paese. Una partita che da sempre viene definita come il Derby d’Italia, seppure tra le due squadre siamo soltanto noi quelli che non hanno mai militato nel campionato di Serie B.

Oggi, in un lunedì che tutti definiscono blue monday, mi sono svegliato invece veramente sollevato, in preda a quella sensazione di soddisfazione compiaciuta tipica delle domeniche mattina quando puoi permetterti di rimanere un po’ di più sotto le coperte, o di quando vai a trovare i tuoi genitori per pranzo e ti hanno preparato il tuo piatto preferito di sempre, oppure di quando qui a Roma stai per tardare ad un appuntamento e ti capita di trovare il parcheggio esattamente nel luogo dell’incontro. Ecco, quel particolare stato d’animo.

È incredibile quanto portare a casa una sfida così sentita possa rivoluzionare la tua settimana, ma d’altronde noi tifosi siamo così... e non vogliamo cambiare.

Per quanto riguarda la partita c’è poco da dire, al di la di un avvio deciso della Juventus che riesce anche ad arrivare al gol con Ronaldo dopo un tiro-cross di Chiesa, partito però in fuorigioco (purtroppo per i bianconeri con il VAR su certe cose gli arbitri non riescono più a chiudere un occhio), siamo noi che facciamo la partita e li annientiamo in tutti i reparti di gara.

Tanto che appena due minuti dopo l’occasione annullata a CR7 ci pensa Vidal, in collaborazione con Barella (al quale voglio fare anche gli auguri per la nascita della terzogenita Matilde, subito dopo la partita[1]), a creare e capitalizzare con cattiveria e convinzione il canonico gol dell’ex, inserendosi in area e sovrastando lo juventino Danilo con un potente colpo di testa ravvicinato che si insacca alla destra di un incolpevole Szczesny. Uno a zero per noi dopo neanche un quarto d’ora, un sogno del quale non voglio svegliarmi.

Un sogno che prosegue, visto che nei successivi 20 minuti riusciamo ad impensierire il loro portiere prima con lo stesso cileno che spara alto, poi con una debole conclusione di Brozovic e infine con la doppia occasione generata dalla nostra coppia d’attaccanti: prima la botta di Lukaku (innestato dal sempre gigantesco Barella sulla mediana) che viene respinta sui piedi di Lautaro il quale, incredibilmente a porta vuota, riesce a calciare alto, e poi con un’azione di sfondamento del belga che riesce a recapitare la palla sul destro dello stesso Lautaro che, stavolta, calcia a lato della porta. Sicuramente tra le note amare c’è questa mancanza di vena realizzativa dell’argentino... ma oggi non ci penso.

Siamo talmente padroni del gioco che gli juventini non riescono praticamente ad arrivare nella nostra area, delegando al tiro da fuori di Ronaldo l’unica occasione che riescono a produrre. Noi invece continuiamo ad essere cattivi e rapidi, e sempre il solito Barella si produce in una percussione sulla destra che, dopo aver seminato l’insipido Rabiot, gli permette un assist sul destro in corsa di Lukaku neutralizzato, però, da Szczesny.

Andiamo negli spogliatoi in vantaggio e in completo dominio del campo, ed è così che rientriamo anche nel secondo tempo. Io nel frattempo sono rimasto totalmente paralizzato sul divano, a metà tra l’incredulità (non mi ricordavo una partita così agguerrita da parte della mia Inter da tanto tempo) e la scaramanzia (proprio per questo, mai dire mai).

Ma tant’è, ripartiamo alla grande e dopo neanche dieci minuti ci pensa la promessa Bastoni a fare una verticalizzazione di 50 metri che libera il solito, incontenibile, straordinario Nicolò Barella che, a tu per tu con il portiere, insacca di potenza sotto la traversa. Due a zero, e per quanto mi riguarda da quel preciso istante sarebbero potuti anche tornare direttamente a Torino.

D’altronde a dirlo non sono solo io, ma anche il gioco stesso visto che nonostante una serie di cambi del fantomatico “maestro” Pirlo la Juve non riesce minimamente ad impensierirci.

Anzi, siamo sempre noi ad essere pericolosi prima con Lautaro che si beve Bonucci e calcia di poco a lato dello specchio, e poi con Hakimi servito sulla corsa dal subentrato Sanchez che spedisce alto sopra la traversa.

Che dire, ci sono poche cose che mi fanno contento come batterli. Ma batterli in questo modo è veramente unico... non esiste blue monday che tenga! Ora vediamo cosa faranno gli altri questa sera, perché se dovesse veramente dimostrarsi una giornata perfetta sabato prossimo alle 18.00 andremo ad Udine da primi in classifica.

Sempre Forza Inter.

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 18 Jan 2021 04:07:20 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/570/ma-quale-blue-monday-il-derby-d&8217italia-e-nostro info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Un insolito mercoledì pomeriggio di Coppa Italia https://www.nicolabrunoblog.it/post/569/un-insolito-mercoledi-pomeriggio-di-coppa-italia

Uno strano mercoledì quello in cui subito dopo pranzo mi sono dovuto mettere a lavorare con la tv accesa sulla partita di Coppa Italia della mia Inter, ospite all’Artemio Franchi di una Fiorentina più che affamata da un girone di andata di Serie A abbastanza negativo. Un pomeriggio che mi ha ricordato quello di molti anni fa, quando le poche volte che non riuscivo ad andare allo stadio ero costretto ad ascoltarmi la radiocronaca della partita in quanto, forse fortunatamente, le pay tv non erano neanche contemplate.

Non voglio con questo cadere nelle solite frasi alla “bei tempi andati”, ma purtroppo negli ultimi anni più di una volta mi è capitato di non poter seguire a pieno la partita dell’Inter a causa della scelta di un orario insolito, e ogni volta che non riesco a guardare la partita mi innervosisco.

Mettiamoci poi che noi tifosi veniamo da un ultimo periodo non propriamente rilassato, con gli spettri di un’altra stagione passata senza trofei che si intravedono all’orizzonte e con ancora vivo il ricordo dei 3 punti buttati domenica scorsa in casa della Roma.

Fatto sta che, per quello che sono riuscito a seguire dalla diretta Rai lasciata accesa in un angolo dello Studio, mi è sembrato un primo tempo abbastanza sottotono segnato soltanto da un paio di occasioni confuse dalle quali sono scaturiti due rigori, uno per parte. Solo che, sfortunatamente per i tifosi della Viola, dei due soltanto il nostro è stato confermato dal check al VAR.

Faccio un passo indietro: intorno al 40° del primo tempo ci portiamo in situazione offensiva con un guizzo di Eriksen che riesce ad arrivare al tiro. Sulla respinta sbagliata del giovane Terracciano arriva Sanchez che, tirando a colpo sicuro sul palo, viene però travolto dallo stesso estremo difensore. L’azione continua con uno sterile tentativo di Lautaro, ma subito dopo l’arbitro Massa ferma tutto e va a controllare il VAR. Rigore tutta la vita. Fortunatamente questa volta va sul dischetto Vidal che tira forte e centrale, 1 a 0 per noi. Non passano neanche due minuti e sugli sviluppi dell’azione della Fiorentina un rapido uno-due fa arrivare Kouamé nella nostra area di rigore, che va letteralmente a infrangersi contro Skriniar il quale, abilmente, gli toglie la palla. Un intervento tanto pulito che, quando Massa ha fischiato il calcio di rigore per i viola, non sono riuscito a contenermi e mi sono alzato dalla scrivania con la voglia di spaccare letteralmente la tv. Fortunatamente interviene nuovamente il VAR a correggere il pessimo arbitro, e così con la stessa velocità con la quale era stato assegnato lo stesso rigore viene alla fine tolto.

Meglio così, il primo tempo finisce con la mia televisione sana e salva.

In realtà il secondo tempo sarebbe anche partito in modo giusto, con una nostra incursione sulla sinistra da parte di Perisic letteralmente divorata sotto porta da Lautaro, ma ovviamente quest’anno l’Inter ha deciso di compromettere la nostra salute mentale perché, neanche a dirlo, andiamo nuovamente in cortocircuito. La Fiorentina ne approfitta e guadagna campo, e dopo neanche un quarto d’ora raggiunge il pareggio grazie ad una conclusione di Kouamé arrivata in seguito ad un mischione nella nostra area di rigore. Pareggio viola, e io che mi accascio definitivamente sulla mia poltrona fissando lo schermo e abbandonando ogni presupposto di continuare a lavorare.

Mi guardo esterrefatto una partita in cui incredibilmente non riusciamo a costruire neanche un’azione pericolosa (ad eccezione, forse, di un debole tiro da fuori area da parte di Kolarov), desideroso che Conte si decida ad effettuare almeno un cambio. Cosa che avviene non prima del 70°, quando finalmente si decide a schierare la nostra coppia più in forma, Hakimi e Lautaro, al posto di Young e di un più che opaco Lautaro. E infatti, nonostante una fase di gioco che continua a tingersi di viola, siamo noi ad andare vicini ad un nuovo vantaggio, proprio con il terzino marocchino che spedisce fuori di pochi centimetri un tiro di collo-esterno destro.

Arriviamo all’80° e questa volta è Sanchez a meritarsi tutti i miei insulti, ciccando uno splendido assist su accelerazione di Perisic e replicando l’errore di inizio ripresa di Lautaro. Non c’è concentrazione né cattiveria, forse le due caratteristiche per le quali avevamo scelto questo allenatore lo scorso anno.

Dopo un tiro dell’ex milanista Bonaventura sull’altro fronte, però, non succede praticamente più nulla fino alla fine dei novanta minuti, e così, per prolungare la nostra agonia, arriviamo ai tempi supplementari... una notiziona, visto e considerato che tra quattro giorni arriverà la Juventus a San Siro.

Supplementari che partono come si era conclusa la partita, con qualche labile tentativo della Fiorentina circondato, però, da un loro completo dominio del campo. Come sempre il nostro allenatore si dimostra incapace di attuare un qualche cambiamento tattico che risulti vagamente utile, e così la partita prosegue di fatto senza cambiare il suo main theme fino allo scadere della prima frazione quando, con il cileno Sanchez che spedisce di testa addosso al portiere prima, e con una pericolosa conclusione di Eriksen a giro sul secondo palo dopo (incredibile vederlo finalmente in campo così tanto), quantomeno produciamo un qualche cosa di pericoloso.

Il secondo supplementare procede, ad eccezione di un’occasione di Lukaku salvata fortunosamente da Terracciano, ancora più sottotono, e arriviamo quindi a ridosso del 120° senza nessuna emozione. In tutto ciò nel mio animo la frustrazione ha lasciato il posto ad un totale annichilimento, con la mia mente da una parte incredula e dall’altra completamente disillusa dal fatto che questa squadra possa realmente ottenere qualcosa di buono da questa stagione. Deve essersene accorto anche il collega entrato al volo nel mio ufficio, dal momento che l’ho osservato fare dietrofront dopo avermi guardato senza proferire nessuna parola.

E invece, come un fulmine a ciel sereno, ci pensa come sempre il gigante belga a toglierci le castagne dal fuoco: azione che parte sulla fascia sinistra con Perisic e Sanchez per poi svilupparsi sull’altra fascia grazie ai piedi del gioiello Barella. Dare la palla a lui è sempre una buona idea, e infatti il giovane nazionale azzurro alza la testa e pennella un ottimo cross per Lukaku che, nel frattempo, è riuscito a smarcarsi dalla difesa viola. Incornata di testa e palla sotto la traversa, 2 a 1 per noi e io che urlo come un pazzo nel mio Studio.

Lo so, avevo appena detto di essere disilluso e sconcertato, ma certe emozioni non si controllano mai. Soprattutto quando parliamo della solita, pazza, Inter. La prossima di Coppa Italia sarà derby, ma io già penso a domenica sera contro gli odiati bianconeri. Forza e coraggio!


Nicola Bruno

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Thu, 14 Jan 2021 00:23:19 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/569/un-insolito-mercoledi-pomeriggio-di-coppa-italia info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Dieci punti in 5 giornate ... più carbone che regali https://www.nicolabrunoblog.it/post/568/dieci-punti-in-5-giornate-piu-carbone-che-regali

Perdonate l’assenza su questo blog, ma in questo Natale così particolare oltre alle solite vicende lavorative mi sono promesso di dedicarmi al solo relax... capirete quindi che parlare di Inter mi rimaneva estremamente difficile, visto e considerato che la sola parola mi fa uscire il cuore dal petto e avvia un processo inarrestabile nel mio cervello fatto di ricordi, emozioni, speranze e aspettative future. Insomma, la pazzia neroazzurra mi contagia e mi fa essere tutt’altro che tranquillo!

In ogni caso mi ritrovo oggi ad analizzare l’ultimo ciclo di partite di Serie A iniziato il 20 dicembre in casa con lo Spezia e conclusosi ieri con lo scontro dell’Olimpico contro la Roma, cinque partite che ci hanno portato, a mio parere, dieci punti amari. Amari perché, ad eccezione dello straripante 6 a 2 inflitto ad un più che modesto Crotone, non ci hanno mostrato un’Inter in completo dominio degli avversari. Ci hanno confermato che nelle difficoltà (che onestamente non vedo accentuarsi con il passare del tempo) la squadra riesce quasi sempre a portare a casa il risultato quando parliamo di avversarie modeste, ma ci lasciano un bottino vuoto (o quasi) quando l’asprezza del match è più elevata.

Lo ha fatto a Milano contro lo Spezia, prendendosi il primo tempo di riposo per portarsi in vantaggio nella ripresa, lo ha fatto a Verona, facendosi pareggiare il gol di Lautaro per poi vincere grazie ad un’incornata di Skriniar mentre, come anticipato, non ha avuto problemi con la squadra calabrese arrivata ad inizio anno a San Siro, dove comunque eravamo partiti in svantaggio e chiuso il primo tempo con due gol per parte.

Significativa si è dimostrata la trasferta di Genova contro la Sampdoria del difficile Claudio Ranieri: nonostante l’assenza di Lukaku e il conseguente inserimento del cileno Sanchez a fianco di Lautaro Martinez, reduce quest’ultimo da quattro goal nelle ultime due uscite, iniziamo la partita con il piede sull’acceleratore, producendo due conclusioni larghe di poco e arrivando a conquistare un calcio di rigore già al decimo del primo tempo. Come nei peggiori incubi, però, l’errore dal dischetto proprio di Sanchez e il conseguente palo colpito da Young giunto per primo sulla ribattuta ci hanno proiettato verso un assurdo blackout di gioco che ci ha catapultato, dopo una serie di eventi, alla fine del primo tempo con un doppio svantaggio siglato, ironia della sorte, da due nostri ex. A nulla è valso l’ennesimo gol di testa di uno dei nostri centrali difensivi, in questo caso De Vrij, per salvarci dalla prima sconfitta nelle ultime 11 partite di campionato.

Una battuta d’arresto, insomma, arrivata a valle di una serie di discreti risultati e sufficienti prestazioni... sicuramente non le migliori premesse per presentarci alla sfida di Roma contro la squadra giallorossa, reduce da una serie di risultati positivi e, soprattutto, squadra che sembra aver delineato una sua filosofia tecnico-tattica e aver raggiunto una continuità degna del terzo posto che detiene tuttora in classifica.

E infatti abbiamo assistito ieri ad una partita equamente divisa tra meriti e demeriti, lodi e critiche, fasi offensive e momenti dove rifiatare cercando di minimizzare i danni. Partiamo meglio noi, con due occasioni create la prima da uno spunto di Lautaro e la seconda con la solita prepotente fame di gol di Lukaku, abile nel farsi trovare smarcato per un colpo di testa a due metri da Pau Lopez che compie un vero miracolo di tecnica e riflessi. Poi però interviene Veretout a recuperare un pallone spinto nella trequarti giallorossa da Barella e a riportarlo nella nostra metà campo, verticalizzando per Dzeko che riesce subito a spostare centralmente fino ad arrivare al tiro di Lorenzo Pellegrini che, deviato sfortunatamente quanto basta, si insacca rasoterra alla destra di Handanovic. Siamo in svantaggio, e ci rimaniamo fino al termine del primo tempo nonostante una buona occasione creata da Vidal che termina fuori di poco.

Nel secondo tempo, però, rientra in campo un’Inter diversa, più organizzata e soprattutto vogliosa di dimostrare di meritare il distacco in classifica con la squadra di Fonseca. E infatti cominciamo letteralmente a bombardare la porta di Pau Lopez, prima con Lukaku, poi con Brozovic e dopo con una pericolosissima occasione di Lautaro che spedisce addosso al portiere spagnolo una splendida intuizione del suo compagno di reparto belga disturbato, però, da un intervento di Ibanez che a mio parere era da rigore. Ammetto di aver urlato un decisamente troppo davanti alla televisione, ma fortunatamente la mia rabbia è svanita dopo pochi minuti visto che sugli sviluppi di un calcio d’angolo ci pensa il solito Skriniar a spiccare di testa e a infilare la palla dove il portiere della Roma non può assolutamente arrivare. È pareggio, e finalmente mi calmo un po’ (ma non troppo).

Mi calmo anche perché continuiamo a giocare praticamente solo noi, pressando la loro mediana e impedendo al giovane (e aggiungo bravo) Villar di costruire la solita bassa ripartenza della Roma. Continuiamo anzi a presentarci al tiro, con il treno Hakimi che sulla fascia destra macina costantemente il campo mettendo in estrema difficoltà Spinazzola. È infatti il terzino marocchino a capitalizzare una bellissima ripartenza, facendosi trovare pronto ad un nostro giropalla ben architettato e, dopo essere rientrato sul suo piede debole, a spedire di sinistro a giro la palla sotto l’incrocio dei pali. Rimonta completata, estasi assoluta, e un pizzico di nostalgia di quando questo vantaggio lo celebravo di persona in quella che per me è sempre stata la “trasferta” più semplice della mia vita da abbonato: quella allo Stadio Olimpico.

Come spesso accade da tanti, troppi anni a questa parte, ad una conferma della nostra forza e superiorità segue un vero e proprio cortocircuito, facilitato questa volta dalle sostituzioni di mister Conte che toglie dal terreno di gioco Vidal, Lautaro e (soprattutto) Hakimi per Gagliardini, Perisic e Kolarov. Una scelta incomprensibile, mossa da un allenatore che per primo dovrebbe trasmettere alla squadra forza e solidità e che invece si traduce nell’immaginario comune, tifosi in primis, come una mossa iperdifensivista. Mossa che tutti noi tifosi sapevamo da subito ci sarebbe costata cara.

Da quel momento, di fatto, spariamo dal campo e pensiamo soltanto a barricarci dal totale controllo di gara della Roma. Purtroppo, non ci riusciamo come vorremmo, e dopo una serie di occasioni ci pensa il centrale difensivo Mancini a spizzare un cross dalla destra di Villar e a pareggiare i conti a 5 minuti dallo scadere. La partita finisce quindi 2 a 2, e al fischio finale ammetto di aver provato sollievo più che rammarico, nonostante parte della gara l’abbiamo di fatto dominata.

Proprio per questo ritengo che nell’ultimo periodo le festività ci abbiano portato più carbone che regali, perché forse una nota positiva la si può trovare soltanto in qualche frazione di gara disputata qua e la, come ad esempio metà secondo tempo in casa della Roma. Mi reputo quindi un po’ sconcertato in vista di questo girone di ritorno... senza sottovalutare però l’impegno in Coppa Italia che ripartirà già dopodomani in casa della Fiorentina.

Tra le note positive di questo periodo ci inserisco la conferma di Lukaku, il riscatto di Lautaro, la solidità del nostro duo difensivo e, soprattutto, la vera e propria esplosione del nostro laterale destro: Hakimi sta davvero dimostrando di rappresentare una categoria di giocatore superiore rispetto ai suoi colleghi di Serie A, e sono sempre di più le occasioni che nascono o vengono capitalizzate dal suo inesauribile lavoro. Tra le note negative, purtroppo, non posso non citare nuovamente le decisioni di Antonio Conte, l’assenza di risultati importanti quando servono, e la sua mancanza di sincronia con il popolo neroazzurro. Tutti elementi che ci hanno proiettato nella seconda metà del suo secondo anno sulla nostra panchina senza averci mai definitivamente conquistato e, soprattutto, senza ancora un’impostazione di gioco chiara e definita.

Non ci resta molto da dire... stringiamoci tutti intorno alla nostra Inter e ricordiamoci chi siamo!

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 11 Jan 2021 09:23:38 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/568/dieci-punti-in-5-giornate-piu-carbone-che-regali info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Forza Inter, tre punti preziosissimi! https://www.nicolabrunoblog.it/post/567/forza-inter-tre-punti-preziosissimi

Sfida decisiva per stabilire il vertice della classifica, con il Napoli che si presenta a Milano in fiducia e sempre più compattata dalla famosa grinta del suo allenatore Gattuso, pronta a dare battaglia in una partita dagli esiti quanto mai incerti.

E infatti, come da copione, nel primo tempo assistiamo alla fantomatica “partita a scacchi”, con le due squadre attente più a non concedere spazi all’avversaria che a proporre delle vere soluzioni offensive, ad eccezione di poche occasioni come un inserimento di Lozano alle spalle della nostra difesa sfruttato con una goffa rovesciata, un tiro di Lautaro (che questa volta parte titolare al fianco di Lukaku) fuori di pochi centimetri, dopo la mezz’ora di gioco un’altra pericolosa incursione di Lozano che dopo un contrasto con i nostri centrali porta ad una ribattuta al volo di Zielinski che esce di un metro alla destra del nostro capitano Handanovich, e una sterile conclusione di testa di Gagliardini su cross da destra di un sempre più convincente Darmian.

Il primo tempo è tutto qui, una sfida di nervi che si conclude a reti inviolate e che per noi tifosi equivale a rimanere svegli soltanto per la tensione.

Il secondo tempo riparte così come si era concluso il primo, con altri dieci minuti di studio reciproco, fino a quando il Napoli comincia ad accelerare e produce prima un tiro di Insigne (rimasto davanti con Lozano e Petagna, quest’ultimo subentrato nel primo tempo ad un infortunato Mertens), poi con un pericolosissimo taglio del messicano partenopeo imbeccato dallo stesso Insigne che, fortunatamente, finisce con un pallone spedito alto (ma era fuorigioco) e, a seguire, con un’altra azione partita sulla fascia del nostro Young che sempre Insigne conclude con il tacco obbligando Handanovic ad una grande parata. Lì, lo ammetto, ho temuto il peggio.

Ma questa Inter oggi è tenace, e così alla prima occasione del secondo tempo, al minuto 71’, riusciamo a presentarci nell’area del Napoli dopo un’azione sviluppata sulla sinistra e portata avanti dal classico movimento di Lukaku, con Darmian sul lato opposto che azzecca l’incursione, supera Ospina e viene atterrato dallo stesso portiere che gli da praticamente uno schiaffo sul piede destro. Giallo per l’estremo difensore e rigore per noi.

Dopo qualche minuto di proteste in cui (menomale!) viene anche espulso Insigne per una presunta frase ingiuriosa rivolta all’arbitro Massa, neanche a dirlo, dagli undici metri si presenta il nostro attaccante belga che, come spesso gli riesce, spiazza Ospina e ci porta in vantaggio di un gol.

Ora io qui vorrei aprire una parentesi: perché se il mio essere tifoso dell’Inter mi ha fatto ovviamente esultare come non mai al cartellino rosso del fantasista napoletano, il mio lato da appassionato di calcio mi fa dire che da qualche anno a questa parte la gestione dei cartellini e delle espulsioni sta diventando veramente troppo severa, redarguendo atteggiamenti fisiologici sempre esistiti da parte dei giocatori che, a caldo, si lasciano a volte un po’ troppo andare. È sicuramente sbagliato offendere l’arbitro, ma non posso non ricordare la gestione di alcune situazioni da parte di mostri sacri come l’ex Collina, che riuscivano con abilità a mettere i giusti paletti agli atteggiamenti ingiuriosi preservando, al contempo, lo spettacolo offerto da una partita giocata 11 contro 11.

Ma tant’è, sicuramente in questa occasione ci è andata bene e quindi non mi lamento. Riprendo a guardare la partita fiducioso che l’Inter possa approfittare del vantaggio e della superiorità numerica. Ovviamente risulto il solito illuso... incredibilmente la partita continua a farla il Napoli, producendo due occasioni all’ottantesimo che vedono il neoentrato Politano farsi prima parare un bel tiro da Handanovic, e poi concludere al lato della rete dopo una deviazione del prezioso Gagliardini. Passano pochi minuti e Di Lorenzo (un bel giocatore, devo ammetterlo) scambia un uno-due nella nostra area con Elmas e arriva al tiro di sinistro rasoterra, ribattuto dal capitano in angolo ancora una volta. Che stress!

Un’ansia che ovviamente mi riserva l’ultimo colpo al cuore, quando lo stesso terzino del Napoli arriva sulla fascia e crossa basso per Petagna, che grazie alla sua stazza riesce a fare perno su De Vrij, a girarsi e a concludere a botta sicura da due metri dalla porta. In quel momento forse tutti noi neroazzurri abbiamo soffiato su quel pallone, perché incredibilmente finisce sul palo e, al 92’, decreta la fine della partita e i nostri più che mai sudati 3 punti.

Onore al merito al Napoli, va detto, ma noi intanto ci portiamo a 1 punto dai cugini e finalmente ci riprendiamo la posizione di pretendenti al titolo che ci spetta.

Ora concentrazione, testa a domenica quando alle 15.00 affronteremo sempre a San Siro lo Spezia e, nel frattempo, sempre Forza Inter!

Avv. Nicola Bruno

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Thu, 17 Dec 2020 17:22:30 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/567/forza-inter-tre-punti-preziosissimi info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Tre punti in Sardegna, ritorniamo con carattere https://www.nicolabrunoblog.it/post/566/tre-punti-in-sardegna-ritorniamo-con-carattere

Dopo la brutta figura europea arriviamo a Cagliari con la giusta grinta e determinazione, un atteggiamento visibile fin da subito all’interno del terreno di gioco che a partire dal fischio di inizio cominciamo a dominare.

In neanche 10 minuti costruiamo tantissime palle gol che, forse per mancanza di concretezza, forse per sfortuna o, molto più probabilmente, a causa del portiere isolano in uno stato di grazia, non riusciamo a spingere definitivamente in rete. Il danese Eriksen, schierato titolare dopo le numerose polemiche che lo hanno riguardato a causa della scarsa considerazione riservatagli dal mister Conte, riesce a mettersi in mostra fornendo una serie di passaggi chiave capaci di liberare Lukaku che, però, questa volta sembra aver perso la sua vena realizzativa.

Ed è così che Cragno neutralizza prima un suo tiro, poi la ribattuta dello stesso Eriksen e, dopo pochi minuti, un'altra conclusione dell’attaccante belga. In mezzo a questi episodi c’era stato anche l’ottimo Bastoni a spedire sul fondo un bel cross da calcio d’angolo. Successivamente ci pensa Sanchez a schiacciare di testa un bell’assist di Darmian, ma anche in questo caso la risposta di Cragno è eccellente e allontana con i piedi il gol del nostro vantaggio.

Ma il suo intervento migliore lo riserva senza dubbio al nostro cileno, quando quest’ultimo riesce a liberarsi benissimo in area sul suo destro e tira di potenza sul secondo palo, trovando l’ennesimo miracolo a sbarrargli la strada.

Sul mio divano ero quindi pronto a celebrale un gol che si preannunciava più che prossimo, mancato di poco anche in occasione di una bella girata di Barella, quando, come dicono i telecronisti, arriva tra capo e collo la più classica “doccia fredda”: cross senza troppe pretese del terzino sardo Faragò che viene respinto dalla difesa, conclusione di prima di Sottil ribattuta da De Vrij e conclusione al volo ad incrociare che beffa Handanovic. Siamo incredibilmente sotto di un gol, un incubo.

Un incubo che sembra ancora più concretizzarsi quando la nostra reazione mette Perisic da solo davanti Cragno, ma il croato assurdamente lascia sfilare e calcia di sinistro da posizione defilata, facendola uscire di un paio di metri sul lato opposto del portiere. Cambio di fronte, un tiro-cross teso di Zappa non viene sfruttato da Pavoletti che tira fuori.

Andiamo quindi all’intervallo sotto di un gol che potevano paradossalmente anche essere due.

Mister Conte toglie allora l’incolore Perisic, cambiando fascia a Darmian (poi sostituito da Young) e inserendo la spinta di Hakimi, e Eriksen in favore di Sensi... con frutti che si vedono fin da subito: si susseguono una serie di conclusioni dello stesso Young, di Sensi, di Sanchez e del neoentrato Lautaro che il tecnico barese inserisce al posto del centrale difensivo Bastoni.

Finalmente dallo sviluppo di un calcio d’angolo arriva il più che meritato pareggio, con uno splendido destro al volo dal limite dell’area da parte dell’ex del giorno, il sempre ottimo Barella, a mio parere il migliore in campo. Un sospiro di sollievo in una giornata che già prefiguravo come l’ennesima beffa.

Ma a quanto pare avevamo un altro destino, visto che ci pensa un altro subentrato, D’Ambrosio, a siglare il gol del sorpasso, spingendo in rete di testa un fantastico cross sul secondo palo dello stesso Barella. Una goduria.

Dopo aver rischiato un paio di colpi al cuore a causa di sbandate difensive (a un minuto dalla fine la punta del Cagliari Cerri letteralmente ci grazia mancando il pareggio, aprendo troppo il piatto e spedendo a lato della porta un generosissimo assist del terzino), Lukaku riesce finalmente a timbrare il cartellino in un’azione di contropiede avviata da Lautaro, e mi permette di godere il resto della domenica contento e sollevato. Bene così.

Ora che abbiamo svegliato carattere e morale della squadra sembra essere arrivato il momento della verità già dopodomani a San Siro contro il Napoli. Forza Inter, crediamoci!

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 14 Dec 2020 15:16:31 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/566/tre-punti-in-sardegna-ritorniamo-con-carattere info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Si riparte da Sassuolo, bene così https://www.nicolabrunoblog.it/post/565/si-riparte-da-sassuolo-bene-cosi

C’è voluto questo brutto ultimo periodo per farci tirare fuori il carattere e vedere finalmente una risposta concreta in mezzo al campo da parte di una squadra che, quando gioca, lo fa davvero alla grande. Una partita che era iniziata nel segno della contestazione da parte dei tifosi[1], che approvo formalmente ma di cui assolutamente non condivido i toni, in cui si chiedeva un colpo di reni da parte della squadra di mister Conte contro il Sassuolo di De Zerbi capace di partire a razzo in questo inizio campionato e di guadagnarsi il secondo posto in classifica, subito dopo i cugini rossoneri.

A tale scopo, a sorpresa, scendiamo in campo senza il nostro punto di riferimento Lukaku e, al suo posto, un reparto offensivo più mobile con Lautaro e Sanchez supportati dagli inserimenti di Perisic, Vidal e Barella, con Gagliardini richiamato a presidiare la mediana e a fare schermo per la difesa.

I propositi di Conte si dimostrano azzeccati, e per i primi venti minuti schiacciamo completamente il Sassuolo nella sua metà campo producendo un ottimo numero di occasioni da gol, la prima dopo appena un minuto. Ma è la seconda quella buona, al 4’, quando riusciamo ad intercettare un pallone sbagliato dall’ex Napoli Chiriches che Sanchez consegna al suo compagno di reparto, che prima salta l’estremo difensore emiliano e poi restituisce il favore regalando al cileno un facile gol del vantaggio.

Si vede fin da subito che i nerazzurri hanno un altro passo, forse dovuto al contributo di Darmian e Perisic sulle fasce che si comportano decisamente meglio dei loro sostituti, tanto che al 10’ Lautaro si trova nella posizione di omaggiare al meglio il genio di Maradona con uno splendido pallonetto di sinistro da fuori area che non trova degna fortuna per pochi centimetri.

Doppio vantaggio rimandato di pochissimo, dato che al 14’ un calcio d’angolo battuto sul secondo palo trova la splendida collaborazione di Vidal che rimette al centro area una palla bassa e tesa che va a sbattere sulla gamba dello stesso Chiriches e finisce in porta. Due a zero più che meritato. Nel frattempo, dal Sassuolo arrivano pochissimi pericoli, un palo esterno dopo un’azione estemporanea di Djuricic, un colpo di testa di Locatelli e una chiusura di Handanovic sullo stesso attaccante serbo, ma tutto sommato niente di preoccupante.
Il secondo tempo, invece, riparte completamente in tinta nerazzurra: prima Lautaro sfiora il gol con una girata di poco fuori e poi, al quarto d’ora, ci pensa Gagliardini a concretizzare una bella incursione di Darmian con uno stop e tiro che va a insaccarsi alla destra di Consigli. Ecco il vantaggio di tre reti che archivia definitivamente la partita e manda le teste dei giocatori del Sassuolo direttamente negli spogliatoi.

Dopo il 60’ succede ben poco, giusto un’altra splendida azione costruita sull’asse Lautaro-Sanchez che quest’ultimo non riesce a concretizzare, con un bel tiro al volo finito di poco altro, e l’ennesimo gol del micidiale Lukaku, che però viene annullato per un giusto fuorigioco al momento della verticalizzazione di Vidal.
Insomma, per quanto temessi questa partita alla sua epifania mi sembra quasi ridicolo stare qui a scrivere di una vittoria arrivata in maniera estremamente facile... ma meglio così! Forza Inter, ora cerchiamo di portare a casa già domani, sul campo del Borussia M’Gladbach, la prima delle due vittorie che si spera ci facciano gridare al miracolo sportivo della qualificazione nel girone di Champion’s League.

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Mon, 30 Nov 2020 07:53:48 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/565/si-riparte-da-sassuolo-bene-cosi info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Champions League, due vittorie potrebbero non bastare https://www.nicolabrunoblog.it/post/564/champions-league-due-vittorie-potrebbero-non-bastare

Se dovessimo uscire dalla Champions ed ancora una volta al primo turno, non ci sono scuse, sarà una stagione probabilmente fallimentare.

Lo dico con tutto il rammarico di chi aveva fortemente creduto nell’arrivo di un allenatore come Antonio Conte, l’unico che pensavo sarebbe stato in grado di dare quel plus caratteriale che spesso in questi ultimi anni è mancato alla mia Inter, e che avrebbe rappresentato la perfetta altra faccia della medaglia che vedeva già un buon (e quest’anno ottimo) organico ma che mancava spesso di quella spinta aggiuntiva.
Dopo anni di tentativi pensavo davvero che almeno questa volta avremmo potuto superare il girone, che, ripeto, non era assolutamente impossibile. Probabilmente abbiamo incontrato il peggior Real Madrid degli ultimi anni e ci abbiamo perso andata e ritorno, ancora peggiori sono i due precedenti pareggi con il Gladbach e lo Shakhtar... risultato? Quattro match disputati, due punti raccolti. Una doppia vittoria nelle partite restanti potrebbe portarci alla qualificazione, ma non senza cambiare qualcosa, anche radicalmente.

Sono un tifoso e di conseguenza non sono esattamente razionale, ma dieci anni fa ero alla finale di Madrid e se può far storcere il naso etichettare come compromessa una intera stagione soltanto per una mancata qualificazione al girone di Champions League, sento di poter giustificare questa affermazione.

Non si tratta della qualificazione in sé, so bene che vincere la Coppa sarebbe stato oltremodo difficile, ma quanto per quello che rappresentava: un cambio di passo, una svolta all’opacità di una serie di anni passati in bilico tra il poter essere una forte realtà e il confermarsi invece una squadra con troppi alti e bassi, spesso in crisi nei momenti che contano. Insomma, avrebbe dimostrato a tutti noi che viviamo questa maglia come una seconda pelle che l’Inter era tornata a competere ai massimi livelli. Cosa che dopo ieri sera è ancora troppo lontana dalla realtà.

Sinceramente provo delusione, più che rabbia, quando leggo oggi che nel postpartita Conte ha affermato di promuovere “l'atteggiamento e la voglia, c'è stato grande impegno"[1] semplicemente perché io questa determinazione non l’ho vista in nessuna delle due partite con i blancos, forse soltanto in quei pochi minuti successivi al doppio svantaggio dell’andata. Sicuramente non ieri sera, dove la partita (in salita fin dal principio a causa del rigore trasformato da Hazard e dall’espulsione di Vidal – che a mio parere dovrebbe essere multato, non puoi lasciare la squadra in dieci alla mezz’ora di gioco, nonostante anche secondo me quello poteva essere fallo – bisogna riconoscerlo) non è mai stata in discussione. E non è ammissibile secondo me che l’intera conferenza stampa del nostro allenatore alla fine della partita verta completamente sugli errori arbitrali, e mai sui suoi. Errori che non si riferiscono soltanto a ieri, ma a già troppe altre occasioni all’interno di questa stagione tutto sommato appena iniziata.

Sulla partita di ieri sera, ahimè, non c’è tanto di cui discutere. Come già detto disastroso l’atteggiamento, movimenti scarsi soprattutto davanti, dove Lukaku e, in particolare, Lautaro sono stati veramente impalpabili. Anche a centrocampo, dove solitamente con Barella riusciamo a dare quella sostanza in più capace di accelerare il ritmo di gioco e sfornare occasioni offensive, abbiamo letteralmente pascolato. Per non parlare della difesa, con Hakimi che sembrava non sapere cosa fare e che, perdendosi l’incursione di Rodrygo, è stato responsabile del definitivo gol del raddoppio, che ha di fatto decretato la sconfitta finale.

Non lo so... da tifoso so che vivrò ogni partita che rimane come ho sempre fatto, considerandola una finale e dando tutto me stesso. Ma a mente lucida vedo tutte le difficoltà di una squadra che non esprime il suo potenziale e che rischia di essere schiacciata dal peso di risultati che non arrivano.

Sempre e comunque Forza Inter, ci rivediamo dopo la partita di sabato sul campo della sorpresa Sassuolo.

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Thu, 26 Nov 2020 03:39:48 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/564/champions-league-due-vittorie-potrebbero-non-bastare info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Pazza Inter, ma torniamo a vincere https://www.nicolabrunoblog.it/post/563/pazza-inter-ma-torniamo-a-vincere

Dottor Jeckyll e Mr. Hide, o forse il contrario. Sicuramente mi ritrovo oggi a scrivere di un Inter completamente a due facce, che ha avuto bisogno di una pessima figura nel primo tempo per tirare fuori l’agonismo e l’orgoglio che ci hanno portato alla vittoria finale.

E pensare che nel prepartita non solo eravamo i favoriti, ma sfruttavamo anche il fatto che il Torino si è presentato nel cerchio di centrocampo con la pesantissima assenza di Belotti, il centravanti che sicuramente rappresentava il maggiore pericolo per i nostri.

E invece solito copione: squadra moscia, mancanza di determinazione e di gioco (per i primi 45’ davvero inesistente), e, come se non bastasse, rete dello svantaggio a pochi giri dall’intervallo, decisamente il peggior momento per prendere gol. Una rete che nasce da una costruzione di gioco forzata da parte della difesa, e, nello specifico, di Ranocchia, sicuramente non un difensore dai piedi raffinati. Ed ecco che ai granata sono bastati 3 passaggi in fila (lodevole quello di tacco da parte di Meite, devo ammetterlo) per smarcare il redivivo Zaza (per fatalità subentrato proprio a Belotti) che, con il suo sinistro, ha facilmente beffato Handanovic.

All’intervallo mi sono detto “dai Nicola, vedrai che Conte negli spogliatoi saprà toccare le corde giuste per ribaltare la partita” ... e invece è successo il contrario, ho assistito a un altro tremendo quarto d’ora in cui la partita è ripresa esattamente come l’avevamo lasciata, con noi che fatichiamo a costruire una parvenza di gioco (ho perso il conto delle volte in cui Lukaku è finito in fuorigioco) e con il Torino che ne approfitta per veloci ripartenze. Proprio da una di queste, infatti, è nata un’accelerazione da parte di Singo (nota a parte: al suo esordio nella massima competizione questo sembra proprio essere un gran bell’esterno di fascia, sicuramente da tenere sott’occhio) che ha tagliato il campo bruciando nello scatto Young e anticipando il suo rinvio. Risultato? Calcione in pancia che l’arbitro non ha visto, ma che il VAR si è premurato (giustamente, ahimè) di segnalare dopo poco. Calcio di rigore, gol di Ansaldi, un ex, e 2 a 0.

Ecco fatto, mi sono detto, un’altra giornataccia... e invece per rabbia, o forse solo per smentirmi, ecco arrivare la reazione che avrei voluto ad inizio ripresa, lo spirito affamato e competitivo che in realtà vorrei vedere fin dal fischio d’inizio. Lautaro al posto di Gagliardini, Vidal abbassato sulla mediana e Sanchez spostato sulla trequarti, e in un battibaleno ecco riversarci tutti davanti alla porta di Sirigu generando una serie di occasioni offensive.

In una di queste, appena due minuti dopo il rigore granata, arriva Sanchez a ribadire in rete un tiro sulla traversa del nostro gigante belga, ribattuto malamente dalla difesa del Toro. Passano altri 3 minuti, e al 22’ il cileno ricambia il favore, servendo con un affondo un pallone sul quale Lukaku avrebbe anche potuto soffiare per spedire in rete. Neanche il tempo di un caffè e, quindi, il risultato è 2 a 2, parità. A questo punto pazza è l’Inter, pazzo è il gioco del calcio, e che succede? Episodio dubbio in area del Torino e check al VAR dopo lo sviluppo dell’azione... rigore per noi!
Onestamente ci ho capito poco in quel frangente, ma appoggiandomi alla cronaca del Corriere dello Sport ho capito che “il fuorigioco precedentemente fischiato al marocchino [Hakimi] viene superato dal tocco del granata che lo rimette in gioco”, e quindi viene fischiata la massima punizione e Lukaku si presenta sul dischetto. Neanche a dirlo, 3 a 2 per noi e 7 gol stagionali in 7 presenze per l’attaccante.

Con il vantaggio devo dire di essermi un po’ rilassato, non tanto per il risultato, che noi tifosi sappiamo non essere mai adeguatamente al sicuro, quanto per lo spirito che vedevo negli occhi dei nostri giocatori. Affamati a tal punto da continuare a costruire occasioni e da arrivare al meritatissimo 4 a 2 firmato da Lautaro, dopo un’azione in allungo e un superbo assist da parte (di nuovo) del belga.

Torino archiviato, ora non possiamo assolutamente compiacerci visto che già mercoledì, a San Siro arriveranno i blancos del Real Madrid. Servirà qualcosa di più di un miracolo, ma mai dire mai... con questa pazza Inter può succedere di tutto!

Avv. Nicola Bruno

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Tue, 24 Nov 2020 07:35:21 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/563/pazza-inter-ma-torniamo-a-vincere info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Pareggio agrodolce a Bergamo, l’Inter non decolla più https://www.nicolabrunoblog.it/post/562/pareggio-agrodolce-a-bergamo-l&8217inter-non-decolla-piu

Che brutto periodo... per quanti sforzi si facciano non riusciamo più a ottenere bottino pieno in nessuna partita. Anche a Bergamo, contro una sempre ottima Atalanta reduce, però, dalla recente goleada incassata dai campioni del Liverpool, non siamo riusciti a difendere fino all’ultimo la rete del vantaggio di un ritrovato Lautaro Martinez e, anzi, abbiamo anche rischiato di incassare il gol della definitiva sconfitta.

Dopo un primo tempo dettato più dal timore di scoprirsi che dalla volontà di creare vere e proprie occasioni offensive, e contraddistinto da una sparuta manciata di tiri ribattuti o spediti direttamente fuori (ad eccezione di un cross sbagliato da parte di Freuler che rischiava di finire all’incrocio dei pali, prontamente smanacciato da Handanovic), nella ripresa i ritmi sono leggermente cresciuti e le due formazioni sono riuscite più spesso ad eludere il pressing avversario.

Certamente non mi aspettavo che si sbloccasse tutto con facilità, ma il grido che ho lanciato al quarto d’ora della ripresa quando Lautaro ha girato di testa quel bel cross di Young aveva dentro non soltanto la liberazione per il gol da parte di un giocatore che stimo enormemente (e che spero rimanga da noi a lungo, ignorando le varie sirene spagnole), ma anche di piacevole sorpresa per un’azione piovuta un po’ dal cielo.

Come troppo spesso accade di recente, però, il vantaggio dell’Inter non riesco ad accompagnarlo ad una gioia smodata in quanto rimango costantemente all’erta di una possibile scivolata, di un passo falso. Sensazione che si è fatta ancora più concreta quando, subito dopo il vantaggio, abbiamo sfiorato il raddoppio con una conclusione dello stesso Ashley Young e, soprattutto, con un’incursione centrale di Vidal. Ecco, se vuoi ambire a ritornare finalmente una grande realtà del campionato italiano, non puoi assolutamente sprecare questo tipo di occasioni.

Il solito, geniale, Lautaro defilatosi sulla destra era infatti riuscito ad imbeccare la percussione dell’ex blaugrana che, centrale, era stato in grado di tagliare in due la difesa bergamasca e di trovarsi faccia a faccia con Sportiello. A questo punto l’errore si è dovuto forse a un controllo di troppo (l’ultimo tocco con il quale si posiziona al meglio il pallone sul piede destro poteva a mio parere essere evitato) o forse all’aver scelto una conclusione a mezza altezza anziché un tiro rasoterra, che si sa fin dalla scuola calcio che a distanza ravvicinata è più complicato per il portiere che è costretto a sdraiarsi per intero in pochissime frazioni di secondo.Fatto sta che l’estremo difensore dell’Atalanta ha parato, ripetendosi poi con l’identica ribattuta di Barella che sul rimpallo è riuscito a calciare nello stesso modo del suo compagno di reparto. Assurdo.

A quel punto, come nelle migliori (maledette) tradizioni, gol mangiato equivale a gol subito. Ed infatti dopo un altro quarto d’ora di gioco e una sequenza di cambi da parte di entrambe le squadre (ben tornato Lukaku, non lasciarci più!), ecco arrivare il russo Miranchuk che, dopo aver liberamente stoppato il pallone sul vertice della nostra area servito da Muriel, riesce a fare due passi verso sinistra e a girare un fendente rasoterra sul secondo palo che un forse troppo statico Handanovic non riesce nemmeno a sfiorare.

Pareggio ed ennesima occasione mancata, pareggio ed ennesimi due punti persi in classifica. E fortunatamente parliamo solo di due punti, perché all’ultimo è stata proprio la squadra di Gasperini ad avvicinarsi di più alla vittoria grazie ad un pericolosissimo colpo di testa ravvicinato da parte di Muriel che è andato a concludere su un grande cross del solito Freuler. Come abbia fatto a trovarsi da solo in mezzo a Skriniar e De Vrij è un mistero, ma per fortuna non ci sono state conseguenze.

Che altro dire? Continuerò sempre a tifare Inter ma direi che è arrivato il momento di esigere di più da questo gruppo e, soprattutto, dall’allenatore che li guida. Speriamo che questa sosta ci schiarisca a tutti le idee, e che le trasferte con le nazionali non mettano a repentaglio la salute di troppi giocatori per ritrovarci tutti insieme a San Siro il 22 novembre contro un disastrato Torino.

Avv. Nicola Bruno

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Mon, 9 Nov 2020 05:46:54 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/562/pareggio-agrodolce-a-bergamo-l&8217inter-non-decolla-piu info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
La tortilla è fatta https://www.nicolabrunoblog.it/post/561/la-tortilla-e-fatta

Come volevasi dimostrare, come mi ero scongiurato, eccoci qui a parlare di un girone di Champions League estremamente compromesso che ci obbliga ad un vero e proprio miracolo per raggiungere l’agognata qualificazione. Un miracolo che deve partire già tra due settimane contro lo stesso Real Madrid che ieri allo stadio Alfredo Di Stefano di Valdebebas ci ha rifilato un pesantissimo 3 a 2 e che ci ha proiettato direttamente all’ultimo posto di questa fase preliminare.

Come avevo già scritto la scorsa settimana su questo blog lo speravo ma non mi aspettavo un esito migliore, e purtroppo l’attale disastrosa situazione la dobbiamo più ai due precedenti (inammissibili) pareggi che al risultato di ieri.

Sì, perché se andiamo ad analizzare la partita non possiamo smentire di aver disputato un ottimo match, per gran parte del tempo creando occasioni anche più pericolose di quelle dei Galacticos. Per la prima volta non si è avvertita l’assenza di Lukaku e la coppia dinamica Lautaro (che meriterebbe una menzione a parte per ciò che ha mostrato in campo, ma ammetto di essere poco oggettivo quando si parla del giovane talento argentino) e Perisic sono spesso riusciti a trovare il dialogo, trasformando le azioni in veri pericoli per la porta presieduta da Courtois.

Anche la coppia di centrocampo, Barella e Vidal, sono stati bravissimi nel supportarli e hanno entrambi sfiorato il gol.

Gol che invece abbiamo preso con la solita, inutile, disattenzione difensiva. In questo caso parliamo di Hakimi, che ha messo in pratica un vero e proprio suicidio tecnico effettuando un retropassaggio troppo corto dalla fascia verso Handanovic, che non ha fatto in tempo ad anticipare la predatrice punta francese Karim Benzema. Saltato il portiere, appoggiare la palla in rete si è trattata di una semplice formalità.

E come quasi sempre succede, la nostra reazione anziché commutarsi in una spinta organizzata e in una concentrazione dinamica verso il pareggio, è diventato vero e proprio shock difensivo: neanche 10 minuti dopo il vantaggio, ecco Sergio Ramos (difensore che raggiunge quota 100 gol con la maglia dei blancos) staccare da solo di testa su calcio d’angolo di Kroos e siglare il raddoppio per la squadra di casa.

La frittata, anzi possiamo dire la tortilla, è fatta.

Neanche il nostro 1 – 2 dopo un solo minuto da parte di Martinez è bastato a farci sperare in una completa remuntada, tanto ti da l’impressione, questa squadra, di mancare proprio nelle partite che contano. E Antonio Conte, a mio parere, non può essere considerato esente da colpe. Non è possibile che questa squadra costruisca e raccolga così poco in ogni sua uscita sul terreno di gioco. Come si può continuare a schierare giocatori completamente fuori forma come De Vrij (lontanissimo parente di quello che, arrivato tre anni fa dalla Lazio, sembrava il miglior centrale della Serie A) e Young? Cos’altro serve per capire che una mediana a tre con gli offensivi Vidal, Brozovic e Barella (ancora rivedo l’assist di tacco... questo giocatore mi fa impazzire!) non garantisce sufficiente copertura alla difesa? Mi sento incredibilmente d’accordo con Mario Sconcerti quando afferma che “l’Inter si è completamente rovesciata rispetto alla stagione scorsa. E’ diventata molto meno bilanciata. Hakimi aggiunto a Perisic cambia il progetto stesso di gioco. Forse ne viene fuori uno migliore, ma non è un problema di dettagli. E’ sostanza pura. I due laterali molto offensivi costringono Brozovic e Vidal a diventare due mediani, ma né l’uno né l’altro sanno fare i mediani, si adattano"[1]. E allora mi dispiace dirlo, ma la colpa è dell’allenatore.

Ora non voglio continuare ad essere disfattista, e quindi da buon tifoso spero fortemente in una smentita da parte del mister di Lecce che porti a 9 punti per le prossime tre partite europee e alla relativa qualificazione alla fase ad eliminazione diretta. D’altronde non sono io ad allenare, io tifo soltanto.

E lo farò sempre, a partire da domenica prossima quando alle 15.00 ci troveremo davanti la pericolosissima Atalanta, reduce anch’essa da un disastrato turno infrasettimanale di Champions. Ma noi, come sempre, dobbiamo guardarci in casa. Forza Inter!

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Wed, 4 Nov 2020 08:08:27 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/561/la-tortilla-e-fatta info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Dove sta la vera Inter? https://www.nicolabrunoblog.it/post/560/dove-sta-la-vera-inter

Va bene che non battiamo il Parma a San Siro da più di 7 anni ma qui parliamo degli ennesimi due punti buttati contro un avversario più che alla nostra portata. Praticamente si può dire che ad eccezione di qualche buona impostazione dalle fasce laterali (con Kolarov, Hakimi e un buonissimo Perisic) il vero gioco di Conte si sia visto soltanto quando siamo andati sotto di due gol.

La grinta, la concentrazione e la voglia di fare, proprio gli attributi per i quali abbiamo scelto il traghettatore leccese, si sono visti soltanto quando sembrava palesarsi una pesante sconfitta casalinga...  sicuramente troppo tardi.

E si che, ammettiamolo, siamo andati in svantaggio ad inizio secondo tempo con un gol che probabilmente a Gervinho sarebbe riuscito una volta in una vita (e infatti non me ne ricordo di simili, per coordinazione e istinto), e abbiamo preso il raddoppio al quarto d’ora con una disattenzione difensiva che ha lasciato lo stesso ivoriano da solo davanti ad Handanovic, ma come ho ripetuto più volte su questo blog, non abbiamo fatto abbastanza durante tutto il primo tempo per indirizzare il match a nostro favore.

Pochissima spinta, poco impegno, qualche intuizione partita dalle fasce ma niente più. Un caso forse l’assenza di Lukaku? A questo punto mi viene da pensare che senza il gigante belga Antonio Conte faccia fatica a impostare la nostra tattica, che ahimè si risolve tutta in un “date la palla a lui, qualcosa succederà”. Spero proprio di sbagliarmi... meglio concentrarsi sulle note positive.

La migliore di queste è sicuramente il nostro orgoglio. L’Inter mi sembra finalmente la squadra tignosa e orgogliosa che avevamo visto per l’ultima volta anni fa, quando riusciva a ri-addrizzare le partite più spinose in pochi minuti. Anche qui si è affidata alla coppia croata Brozovic (grandissimo fin dal suo ingresso in campo, per voglia di fare e capacità di reimpostare alcuni equilibri a centrocampo che non si erano visti nei primi 45 minuti) e Perisic, instancabile ala che di fianco ad un (questa volta davvero) insufficiente Lautaro ha messo in difficoltà la coppia di centrali parmense. Il primo si è praticamente inventato un gol da solo, sfruttando l’inserimento su una splendida intuizione del solito Barella, vero punto di riferimento sulla mediana, mentre il secondo ci ha salvato da una figuraccia casalinga credendoci su un colpo di testa a tempo scaduto.

Ma possiamo essere soddisfatti di una prova del genere? Quando pensiamo di farli i punti che contano? Mah... io resto parecchio dubbioso. Dubbioso e preoccupato.

Preoccupato perché domani sera giochiamo al Santiago Bernabeu. Che sia la migliore occasione per darci la fiducia che ci serve quando scendiamo in campo? Vedremo, quel che è certo è che, come ho scritto la scorsa settimana sulle pagine di questo blog, questa Champions League è già più che in salita. Serve tutta la nostra forza, e ovviamente tutto il nostro tifo.

Forza Inter, sempre e comunque.

Nicola Bruno

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Mon, 2 Nov 2020 10:44:46 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/560/dove-sta-la-vera-inter info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Ancora un pareggio Champions, in Ucraina non decolliamo https://www.nicolabrunoblog.it/post/559/ancora-un-pareggio-champions-in-ucraina-non-decolliamo

Ieri sera abbiamo gettato al vento un’altra occasione, purtroppo non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno. 

La forza dell’Inter, dei suoi giocatori e del suo allenatore, non riesce ancora a mettersi in mostra in un girone di Champions League che finora, tra i tedeschi del Borussia M’Gladbach e gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, ci ha visto raccogliere solo due punti.

Bottino insufficiente, visto e considerato che ci rimane ancora il doppio confronto con il Real Madrid (l’avversario decisamente più complicato di questa non impossibile fase della competizione), che dal canto suo è partito benissimo in campionato e sembra continuare a beneficiare della cura-Zidane in panchina. Poi ci toccherà tornare in Germania in un campo difficile, il primo dicembre, in un match che ci dirà già tanto sulla nostra situazione europea, per finire poi nel nostro San Siro una settimana dopo sperando di esserci già messi sui giusti binari in chiave qualificazione.

Uso questo gerundio perché, come mi è già capitato di scrivere su questo blog, non mi sembra di vedere quel decisivo cambio di passo da parte di una formazione che per organico non dovrebbe essere seconda a nessuno, quantomeno a nessuna delle squadre incontrate finora.

Se dovessi sforzarmi di vedere le note positive potrei tornare sull’argomento difesa, che ancora una volta conferma la solidità in fase di copertura degli spazi e di grinta nel pressing che ha assicurato a Handanovic di mantenere la porta inviolata in Europa. Ma non basta.
Non basta perché davanti, ancora una volta, siamo troppo legati alle giocate singole di Lukaku, e a rimpiangere il fatto che se fosse entrato quel calcio di punizione finito invece sulla traversa (dopo un leggero ma decisivo tocco del portiere di casa Trubin) staremmo qui a parlare di tutt’altra situazione. Non basta perché non possiamo continuare ad affidarci ai gesti dei singoli, come l’eccellente Barella (anche lui vicinissimo al gol al quarto d’oracon un tiro che – maledizione – ha preso il legno superiore) che più di tutti è stato in grado di costruire occasioni lì davanti. Non basta perché Lautaro (che a me piace molto e che continuo nonostante tutto a difendere) dovrebbe cercare di mettere la cattiveria che gli abbiamo visto sabato nei confronti del seggiolino della panchina direttamente sul campo, in particolare su quel rimpallo che era più facile convertire in gol che tirare fuori, come invece ha fatto.

Insomma, mi aspetto di più.

Penso che dobbiamo essere delusi per il risultato finale perché abbiamo creato molte occasioni da gol e grandi occasioni per segnare” ha dichiarato Mister Conte al termine della partita, non risparmiando comunque i complimenti agli avversari al momento primi nel girone, e io mi rispecchio in questa dichiarazione. Dobbiamo poter fare di più, in Europa (ma anche in Italia) è così.

E allora non mi resta che ripetere Forza Inter, e svolgere il mio compito da tifoso già il prossimo sabato alle 18.00 per la partita contro il Parma. Ora e sempre, nerazzurri noi saremo qui!

Nicola Bruno

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Wed, 28 Oct 2020 07:13:04 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/559/ancora-un-pareggio-champions-in-ucraina-non-decolliamo info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Tre punti a Genova, finalmente un po’ di solidità https://www.nicolabrunoblog.it/post/558/tre-punti-a-genova-finalmente-un-po&8217-di-solidita

Come ogni settimana mi ritrovo su questo blog ad analizzare la partita dell’Inter del weekend e a cercare di scrivere con lucidità su quello che in maniera passionale ho vissuto in quei novanta minuti.

Ecco, innanzitutto potrei partire da qui e dire che di emozioni se ne è parlato forse per soli quarantacinque minuti, perché il primo tempo è consistito in una sorta di temuta presa di distanza da parte delle due squadre che, ad eccezione di un paio di tentativi innescati da Vidal e Lautaro, non hanno mostrato assolutamente nulla.

Purtroppo, mi trovo ancora a sollevare dubbi sull’adattabilità di un giocatore del calibro di Eriksen per il gioco di Conte: sembra costantemente fuori ruolo, è sempre troppo lento e non gli si vede mai quella verticalizzazione decisiva che invece l’aveva reso uno degli elementi più attraenti (calcisticamente parlando) del Tottenham.

E non è un caso se è stato proprio il suo sostituto, un indispensabile e sempre più promettente Barella, a segnare la svolta del match, avviando al quarto d’ora della ripresa l’azione che ha portato al gol il solito, devastante, Romelu Lukaku. Vogliamo parlare di questo giocatore? La sua media gol da quando è arrivato, 0.71 gol a partita, è davvero una delle poche note liete di quest’ultimo travagliato periodo, tanto che anche Conte gli ha finalmente riconosciuto il giusto merito promuovendolo da “diamante grezzo” a giocatore “migliorato anche nella gestione del pallone e nell’ultimo passaggio. E poi segna sempre, che per un attaccante è una cosa importante” .

Se riusciamo a tenere tecnicamente e mentalmente in difesa, così come è successo sabato (merito del Mister, che da questo punto di vista è veramente un allenatore impeccabile), è altamente probabile quindi che prima o poi intervenga il gigante belga a risolvere la partita e a farci portare a casa gli agognati tre punti.
La solidità difensiva, poi, si è manifestata anche in occasione del raddoppio, dove il duttile e prezioso D’Ambrosio ha dato sfoggio alla sua abilità atletica per inserirsi nella difesa dei grifoni e inserirsi di testa sulla ribattuta del definitivo 2 a 0.

Le note positive, quindi, ci sono. Dalla continuità del nostro attaccante (nota a margine: non demonizziamo Lautaro, può capitare a tutti di innervosirsi per una sostituzione e, anzi, a me da sempre l’impressione che si tratti di un gesto indicativo della voglia di fare costantemente di più) alla tenuta difensiva, passando per la prova seria e strutturata di un undici di partenza parzialmente rimaneggiato in previsione della gara infrasettimanale di Champions League. Dopo la falsa partenza della scorsa settimana, infatti, la gara di domani potrà finalmente smentire le mie rimostranze e i miei timori e confermarmi che la mia Inter ha imboccato la strada giusta.
Una cosa è certa: Forza Inter, sempre e comunque.

Nicola Bruno

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Tue, 27 Oct 2020 07:35:00 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/558/tre-punti-a-genova-finalmente-un-po&8217-di-solidita info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
L’avventura Europea comincia in salita! https://www.nicolabrunoblog.it/post/557/l-avventura-europea-comincia-in-salita

Sembra ieri il ricordo della finale di Europa League, mentre eccoci nella competizione più ambita d’Europa. L’emozione è tanta, come ogni volta. Il girone non dei più semplici, ma nemmeno il peggiore che potesse capitarci. Primo match contro i tedeschi del Borussia Moenchengladbach. Beh che dire, l’emozione, e tutto quello che vuoi, ma il risultato è pressoché lo stesso dello scorso anno. Partita in casa contro una squadra abbordabile, pareggio, e quei due punti che alla fine del girone ci avrebbero permesso di passar il turno.
Ma lo sappiamo, come siamo bravi noi a infilarci dei casini, nessuno mai.
Vabbè, ma bando le ciance e tutto il resto, i nostri avevano assenze importanti, ma che non giustificano lo scarso risultato dei Nerazzurri. Conte persevera col solito modulo che, devo dire, questa volta non mi ha soddisfatto.
Un primo tempo diciamo senza lode né infamia. Partita equilibrata, forse troppo per la partita che ci prospettavamo sulla carta. Meglio i nostri, ma senza essere mai davvero pericolosi.
Il secondo tempo inizia come il primo, ma fortunatamente dopo qualche minuto e qualche rimpallo in area di rigore avversaria, Lukaku riesce a sbloccare il match e portarci in vantaggio. Vantaggio che dura poco, circa dieci minuti, quando Vidal decide di atterrare un avversario in area. Tiro, gol e 1-1.
Da qui inizia la grande discesa. Altro errore di Vidal, tunnel ad Handanovic e all’83esimo siamo sotto. Io, incredulo, sto quasi per mollare tutto e alzarmi dal divano, ma se c’è una cosa che ho imparato nella vita da tifoso è “crederci fino alla fine”.
E infatti, proprio sullo scadere e da un calcio piazzato, Lukaku pareggia i conti. Che fatica, che sudata.
Diciamo che questa Champion non è iniziata nei migliori dei modi. Il Real perde contro lo Shakhtar, che noi sfideremo nel prossimo match. Poi la doppietta contro il Real ed infine il ritorno contro il Borussia a casa loro.
Speriamo che quest’anno non sia come lo scorso, in tutto e per tutto.
Sempre FORZA INTER!

Nicola Bruno

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Thu, 22 Oct 2020 05:28:25 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/557/l-avventura-europea-comincia-in-salita info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Perdere un derby... una sensazione che avevo dimenticato https://www.nicolabrunoblog.it/post/556/perdere-un-derby-una-sensazione-che-avevo-dimenticato

Mi ritrovo qui, di lunedì, a scrivere di una sensazione che purtroppo non provavo da diverso tempo: la delusione e la rabbia provocate dalla sconfitta in un derby. Era infatti da quattro anni e mezzo che non mi sentivo così frustrato davanti ad un risultato che, in termini di organico e ambizione delle due squadre in campo, reputo imbarazzante.

Per carità, la stracittadina è sempre una partita a sé, che meno delle altre rispecchia i valori effettivi delle due compagini. Se vogliamo trovare un’altra attenuante va anche detto che per le modalità, il clima, e, ovviamente, la secondarietà della sua importanza rispetto agli altri attuali problemi che coinvolgono il Paese (e tutto il mondo), questo campionato di Serie A sta assumendo connotati sempre più paradossali.

È tutto vero, è tutto legittimo, ma il modo in cui è arrivata questa sconfitta sabato mi lascia davvero l’amaro in bocca. Non è possibile che un allenatore come Conte, che nell’estate ha visto esaudirsi di ogni sua volontà da parte della dirigenza, non sappia gestire un organico come quello attuale dotato di un potenziale che l’Inter non possedeva davvero da diversi anni.

Pronti, partenza e via e in un quarto d’ora la partita era già finita con il solito, incredibile, Ibra. Certo ci si è messo anche Kolarov, un vero e proprio fantasma rispetto a quello visto con la Roma di due anni fa (anche qui, sarebbe da capire chi e perché ha voluto fortemente investire su questo discutibilissimo ingaggio), ma più in generale la colpa della doppietta dell’ex si deve ad un approccio alla gara troppo soft, che il Milan ha saputo sfruttare capitalizzando al massimo una rosa che, continuo a ripetere, è nettamente inferiore alla nostra.

E nonostante siamo riusciti a rientrare in partita prima della mezz’ora con Lukaku, vero predicatore nel deserto, mi sento di dire che non ho visto nessuno sforzo per far sì che questo derby venisse effettivamente ribaltato nel risultato. Qualche costruzione maggiore di gioco, qualche timido avvicinamento alla porta presidiata da Donnarumma (soprattutto grazie al sopracitato belga, a Lautaro e al – grandissimo – neoacquisto Hakimi sulla fascia), ma niente di veramente sostanzioso. Niente, insomma, che possa spingere noi tifosi a provare il benché minimo orgoglio per quanto visto sul terreno di gioco.

Non c’è mai continuità, non si vede un percorso chiaro e condivisibile di costruzione tattica, non c’è un gioco convincente, e non c’è neanche più la possibilità di trainare la squadra tifando allo stadio... come sempre l’unica cosa che ci rimane è sperare in una reazione che, per fortuna o purtroppo, può presentarcisi già mercoledì nel maggiore scenario europeo che questo sport mette a disposizione: la prima partita del girone di UEFA Champions League, contro i temuti tedeschi del Borussia Mönchengladbach.

Speriamo di potermi ricredere, ma in un girone di ferro come il nostro già questo scontro potrebbe voler dire molto. E quindi forza Inter, rialziamoci tutti insieme, una volta per tutte!


Nicola Bruno

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Mon, 19 Oct 2020 07:27:56 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/556/perdere-un-derby-una-sensazione-che-avevo-dimenticato info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Un pareggio giusto all’Olimpico https://www.nicolabrunoblog.it/post/555/un-pareggio-giusto-all-olimpico

Dopo la dilagante e oserei dire anche semplice vittoria di mercoledì scorso contro il Benevento, ieri ci siamo sfidati con una delle big del nostro campionato.
Assodato che insieme a Napoli e Juventus ormai sul podio è salita anche l’Atalanta, la Lazio è l’altra che insieme ai Nerazzurri lotterà quasi certamente per la conquista dello scudetto.
La sfida all’Olimpico è un po’ un match verità tra due squadre che l’anno scorso hanno sperato fino alla fine di arrivare in testa al campionato. La formazione schierata da Conte riconferma Gagliardini e Perisic. Non molto convinto di questa scelta, i primi 20 minuti danno ragione al mio fiuto.
La Lazio infatti ci domina per la prima metà del primo tempo. Lazzari sulla destra sembra burro che cola sulla fascia. Fortunatamente gli avversari non riescono a capitalizzare e sprecano un paio di occasioni. I minuti passano... l’Inter sembra prendere confidenza col campo e dopo un tentativo uscito di poco di Lautaro, Peresic fa un’incursione rocambolesca sulla fascia sinistra, serve lo stesso Lautaro che si libera e scaglia un sinistro in porta, non potente, ma efficace. 1-0.
È un bel match, ma i nostri sembrano più determinati. Il primo tempo finisce col nostro vantaggio e il secondo sembra cominciare per il meglio.
Lukaku sbaglia di poco l’occasione del 2-0 e, come la legge del calcio ci insegna, “gol sbagliato, gol subito.” Cross di Acerbi e il solito Milinkovic-Savic pareggia i conti. Con noi il “Sergente” della Lazio trova sempre la rete, questa è un’altra garanzia del calcio.
Il partita continua, ma sono poche le emozioni che mi fanno alzare sul divano. L’espulsione di Immobile, quella di Sensi e il palo clamoroso di Brozovic. Soprattutto le due espulsioni mi fanno cadere le braccia e così spengo la tv. Una domenica piovosa e non molto entusiasmante. Nonostante questo, sempre e comunque, Forza Inter!

Nicola Bruno

 

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Mon, 5 Oct 2020 06:01:44 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/555/un-pareggio-giusto-all-olimpico info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Chi ben comincia..! https://www.nicolabrunoblog.it/post/554/chi-ben-comincia

Wow. Il campionato non poteva cominciare che con una partita al cardiopalma. Inter, la solita. Destabilizzante, imprevedibile e tenace. Penso che solo noi tifosi Nerazzurri possiamo capire cosa vuol dire tifare per quei due colori, per quella maglia.

Un match davvero spettacolare, sia per numero di gol che per giocate individuali. La partita comincia subito in quarta, con un'imprecazione a il gol di Kouamè su dormita generale della nostra difesa. Si può dire che il primo quarto d'ora lo abbiamo regalato agli avversari. Ribery sembra ritornato giovane e lì davanti semina paura e panico.

Poi, sul più bello per la Fiorentina, e dopo un rigore non rigore, Lautaro Martinez si rifà con un siluro da fuori area che si insacca là dove nessuno può prenderla.

Il primo tempo finisce sul pari e ancora nulla sembra deciso.

La ripresa comincia subito scoppiettante. Il Toro Martinez, con perseveranza e fortuna si libera del suo avversario e, dalla sinistra si accentra per liberare un tiro/cross che per nostra fortuna sbatte sulla coscia di Ceccarini e si insacca alle spalle dell'estremo difensore della Fiorentina.

La carrellata di emozioni comincia qui perchè, come in una partita di tennis, i gol fioccano come la neve.

Poco dopo è la Fiorentina, con Castrovilli e l'ausilio di Ribery, a rimettere in pari il punteggio. Passa poco e ancora il francese inventa un passaggio da mani nei capelli che libera Chiesa e apre in due la difesa. 2-3 e tutto è da rifare.

È in questi momenti che l'Inter sa tirare fuori il suo carattere. Ormai siamo abituati a soffrire e poi rinascere.

Tutto sembra ormai perduto. Mancano 4 minuti alla fine e siamo sotto di uno. All'improvviso un guizzo sulla fascia destra ci fa alzare dal divano. Hakimi si libera dell'uomo, mette la palla in centro e Lukaku, con un po' di fortuna la butta dentro. “Tutto sommato un punto contro la Fiorentina non è male” ho pensato... non sapendo che, come nelle più belle storie, il finale è una sorpresa.

Ormai il cronometro segna la fine del tempo regolamentare. Mancano solo pochi secondi e il quarto uomo sta per indicare i minuti di recupero. Calcio d'angolo per i nostri, battuta corta, cross sul secondo palo e, come una talpa dalla tana, D'Ambrosio emerge dalla terra e incorna alle spalle di Drągowski.

Wow!

Inter... Forza Inter!

Nicola Bruno

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Mon, 28 Sep 2020 06:40:09 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/554/chi-ben-comincia info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
La bellezza del calcio siamo anche noi! https://www.nicolabrunoblog.it/post/553/la-bellezza-del-calcio-siamo-anche-noi

Rieccoci! Il campionato è già cominciato, non per tutti. Sono tante le cose di cui vorrei parlarvi. In primis la gioia di rivedere i Nerazzurri, stasera, tornare in campo a San Siro, la seconda, e non meno importante, la riapertura degli stadi.

Come sempre la disorganizzazione fa da padrona, d’altronde il nostro paese è campione olimpionico di questa disciplina. Le regole sono tante e generalmente confuse. In questi giorni sto sentendo giornalisti che improvvisano percentuali, frazioni, e improbabili statistiche.

Io, a dirla tutta, spero solo di poter tornare allo stadio a gridare e sostenere la mia squadra del cuore. Che poi possano entrare 1000 persone o il 25% della capienza poco importa. Sembra una vita fa quando ci hanno relegato in casa e tolto alcuni tra i piaceri più belli della vita.

Certamente la situazione è stata bizzarra, sconvolgente, ma ora si riesce ad intravedere una luce in fondo al tunnel. Sono stati mesi di repressione e fatica.

Riaprire le porte degli stadi è una misura che certamente farà bene al popolo italiano, ma soprattutto al calcio italiano. Sono sicuro che con gli stadi semi pieni tutto avrà un tono diverso. La bellezza del calcio siamo anche noi, fanatici e innamorati, uomini e donne che decidono di sostenere la propria squadra ovunque.

Sono molto galvanizzato da questo inizio di stagione. L’apertura del nuovo campionato di Serie A è già stata abbastanza scoppiettante. La Roma che perde a tavolino, lo scandalo Juventus e il Covid di Ibra.

Oggi tocca a noi per l’esordio contro la Fiorentina.

Per questo match non mi importano le formazioni, chi giocherà e i vari schemi, voglio divertirmi e tornare a sorridere per la mia amata.

Sono in palpitazione per capire se e quando posso rimarcare le porte del Meazza, risedermi su quelle seggiole e urlare insieme a tutto lo stadio: Forza Inter!


Nicola Bruno

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Sat, 26 Sep 2020 00:35:11 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/553/la-bellezza-del-calcio-siamo-anche-noi info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Grazie ragazzi! https://www.nicolabrunoblog.it/post/552/grazie-ragazzi

Ed eccoci qua. Che dire? Delusione? A fiumi. Infinita. Incazzatura? No, decisamente no. Ed ora vi spiego perchè.

Anche se il match poteva finire diversamente, e su questo credo che siamo tutti d'accordo, questa è la stata una stagione da salvare, in tutto e per tutto. Anche con "zero titoli", gli aspetti postivi da sottolineare sono diversi.

Tutto questo vociferare di Conte, tutti i rumors e le critiche, inutili aggiungerei, non fanno altro che testimoniare il fatto che la maggior parte della gente non ha capito nulla di questa stagione e di questa Inter. Abbiamo intrapreso un percorso europeo e siamo riusciti a portarlo al suo completamento. Non abbiamo vinto, certo, ma abbiamo dimostrato che là, in campo e non , c'eravamo noi. E poi aggiungerei che anche se dovessimo analizzare i 90 minuti del match, avrei poco da recriminare ai nostri che ci hanno fatto divertire ed emozionare.

Abbiamo riportato la speranza di vincere questo trofeo in Italia (sensazione che mancava da 21 anni). Abbiamo fatto divertire il pubblico con 5 gol complessivi. Buon calcio, buon tutto. Insomma. Chi vuole criticare è pregato di cambiare sede.

E poi siamo l'Inter, e soprattutto interisti. Siamo abituati a questo genere di emozioni.

Alla fine di questa stagione io volevo spendere solo un'ultima parola per i nostri Neroazzurri.

GRAZIE
Grazie perchè dopo tanti anni ho ritrovato una Inter entusiasta ed entusiasmante. Una squadra che mi ha fatto divertire, perlopiù, e gioire. Ci siamo portati a casa due derby su due, e questo già fa metà dell'opera. Insomma, GRAZIE.

Non ho molto altro da aggiungere. Spero si sia capito che l'amore per questa maglia va al di là di ogni altra cosa, e a questo punto non ci resta che aspettare che la nuova stagione ricominci e sperare di poter tronare presto allo stadio.

Sempre e comunque... FORZA INTER

Nicola Bruno

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Wed, 26 Aug 2020 10:54:03 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/552/grazie-ragazzi info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Crederci è d’obbligo! https://www.nicolabrunoblog.it/post/551/crederci-e-d-obbligo

Ormai venerdì è vicino e la tensione sale sempre più. Sento parlare ovunque di statistiche: se vinciamo la finale superiamo il record di 6 partite consecutive vinte in Europa League, il Siviglia non ha mai perso una competizione europea, ecc ecc. Tutte chiacchiere inutili a mio avviso. Vincere è d’obbligo, ma per altri motivi. Per esempio la delusione di un campionato che non è andato come ci aspettavamo, soprattutto dopo la fine del girone di andata chiuso a meno 2 dalla Juventus. Per esempio perché sarebbe un bel riscatto per noi interisti e per tutta Italia, riportare un trofeo europeo che non si vede da 10 anni (e giusto per ricordarlo gli ultimi a farlo fummo sempre noi). Io ci credo, anche se gli andalusi sono effettivamente una squadra esperta e temibile, soprattutto in questa competizione. È stata una lunga scalata e, dopo aver sconfitto Ludogorets, Getafe, Bayer Leverkusen e Shakhtar Donetsk, ora tocca anche al Siviglia, senza possibilità di replica.

Conte dovrebbe schierare il solito 3-5-2 riproponendo gli stessi undici che hanno spazzato via lo Shakhtar. Handanovic trai i pali, Godin, De Vrij e Bastoni in difesa, a centrocampo D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young e davanti Lukaku, Lautaro.

Che dire? Aspetto con trepidazione le 21:00 di venerdì nella speranza di poter perdere la voce, e non per le maledizioni tirate.

Sono fiducioso di questa Inter che ha dimostrato di avere ancora la testa per poter far bene. Dobbiamo dimostrare che la vittoria di lunedì non è stata un caso, ma la conferma che ci siamo. Sono convinto che se tutti daranno il massimo, la partita la possiamo portare a casa.

Ora che siamo arrivati fino a qua non possiamo perdere l’occasione di portarci a casa il trofeo, quindi..

FORZA INTER!

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Wed, 19 Aug 2020 10:37:52 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/551/crederci-e-d-obbligo sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
Inter - Shakhtar: Andiamo a Colonia!!! https://www.nicolabrunoblog.it/post/550/inter-shakhtar-andiamo-a-colonia

Ragazzi che soddisfazione. Che partita. Che risultato.

L’ultima squadra italiana a disputare una finale di Europa League fu il Parma nel 98-99 quando la competizione si chiama ancora coppa UEFA.

Questa vittoria allieta l’afoso e particolare agosto che stiamo vivendo. Una partita a dir poco perfetta.

Giochiamo bene e segniamo tanto. L’1-0 arriva al ventesimo dopo che Barella intercetta il rinvio a dir poco imperfetto del portiere dello Shakthar e scaglia un cross in mezzo all’area per l’incornata vincente di Lautaro che firma il suo primo gol nella competizione e dedica la rete al figlio che avrà con la compagna.

Finiti i primi quarantacinque minuti nessuno si sarebbe aspettato la goleada, ed invece il secondo tempo si apre con un pallonetto di Lautaro che per poco non fa sognare tutti noi.

Passano dieci minuti e sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il mitico D’Ambrosio incorna per il 2-0. Penso “è fatta”, ma non lo dico ad alta voce.

Da questo momento però la partita è a senso unico.

Al settantatreesimo Lautaro fa doppietta con un tiro da fuori, a fil di palo, piazzato all’angolino, in memoria dei tempi passati di inizio campionato. 3-0.

Non faccio in tempo a finire di esultare che pochi minuti dopo lo stesso Lautaro serve l’assist perfetto a Lukaku che mette il sigillo al match. 4-0 e la gioia è incontenibile.

Poker. Andrebbe bene così, e invece no. Ancora Lukaku si lancia da solo e infila il 5-0.

Le urla arrivano fino alla provincia di Milano.

La finale è nostra.

L’imperativo era vincere e così è stato. Ora, però, testa alla finale.

Il Siviglia è un’esperta della competizione e portare a casa il trofeo non sarà affatto un gioco da ragazzi. La squadra spagnola infatti detiene il record di vittorie, 5, mentre noi siamo secondi a pari merito con Juventus, Atletico Madrid e Liverpool.

Vincere sarebbe una doppia soddisfazione.

Ora aspettiamo tutti venerdì con ansia.

L’imperativo è sempre, e solo, vincere.

FORZA INTER!

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Tue, 18 Aug 2020 09:37:22 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/550/inter-shakhtar-andiamo-a-colonia info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Inter - Napoli: Ottima prova d’orgoglio e secondo posto nel mirino! https://www.nicolabrunoblog.it/post/549/inter-napoli-ottima-prova-d-orgoglio-e-secondo-posto-nel-mirino

Certo è che dopo l’ufficialità del trionfo Bianconero del campionato, per la nona volta consecutiva, tutto è cominciato a svanire come la brina estiva al sorgere del sole. Dietro la Juve i giochi più o meno sono fatti, quindi anche per i nostri ormai la questione è di puro orgoglio. Nonostante questo, la vittoria contro il Napoli è stata un’ottima prova per testare la nostra grinta. Ci siamo ripresi di forza il secondo posto a discapito di un’Atalanta che ormai è da considerarsi una big di questo campionato.
Match che inizia subito scoppiettante: già nei primi minuti creiamo e solo dopo 11 minuti D’Ambrosio ci porta in vantaggio, astuto nel seguire l’azione d’attacco e finalizzando al meglio il cross di Biraghi. Dopo questo lampo iniziamo a chiuderci, e qui comincio a temere il peggio. Il Napoli attacca e crea molte occasioni. Handanovic si riconferma un gran portiere e ci salva prima su Zielinki e poi su Politano. Fino alla fine del primo tempo la partita rimane scoppiettante con occasioni da ambo le parti. Uno spettacolo per noi tifosi.
Il secondo tempo, però, comincia a ritmi molto più bassi. Nessun cambio fino a alla trequarti, quando Conte butta dentro Lautaro Martinez. Passano non molti minuti e lo stesso, appena entrato, sgancia una saetta col mancino da fuori area e insacca un gol da cineteca. Ci voleva, l’esultanza testimonia come la liberazione del giovane argentino, probabilmente infastidito dai rumors di mercato, sia una reazione sincera. Certo è che ultimamente non si può dire che le sue prestazioni abbiano fatto rimpiangere i suoi sostituti, ma rimane comunque quello che ha fatto durante tutta la stagione, sino a prima del lockdown.
Come detto ci riprendiamo il secondo posto e lotteremo d’orgoglio per rimanerci.
Un campionato sicuramente bizzarro che sta volgendo al termine. Manca solo una partita. Ad essere sincero un po’ ci stavo sperando che con questa nuova gestione conte saremmo riusciti a compiere l’impresa, ma la Juve effettivamente ha una squadra molto più preparata di tutte le altre.
Nonostante questo nulla toglie l’ottima stagione.
Eh… sempre e comunque Forza Inter!

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Wed, 29 Jul 2020 10:14:16 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/549/inter-napoli-ottima-prova-d-orgoglio-e-secondo-posto-nel-mirino info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Inter - Fiorentina: si mette contro anche la sfortuna! https://www.nicolabrunoblog.it/post/548/inter-fiorentina-si-mette-contro-anche-la-sfortuna

E anche quando si gioca bene non è detto che si portino a casa i tre punti. Questa è la lezione imparata ieri durante il match di Inter-Fiorentina. Una partita dominata in lungo in largo, un gioco convincente e bello da vedere, ma alla fine non si va più in là di un pareggio. E per fortuna aggiungerei, perché queste sono le tipiche partite in cui l'avversario fa un tiro, magari allo scadere dei novanta minuti, e segna. San Samir per fortuna fa un miracolo in extremis e sfata questa regola calcistica. 

Ovviamente quando una squadra gioca bene, crea occasioni da gol ma non le sfrutta, si pensa subito alla poca lucidità dell'attacco, alla mancanza di cattiveria sotto porta. Beh, effettivamente non siamo stati impeccabili, ma tal Terracino sembrava indemoniato. Migliore in campo, indiscusso, ha parato anche gli insulti che Lukaku e il team d'attacco gli hanno lanciato. Impressionante. In giornata di grazia o il nuovo Buffon. 

Per il resto, come detto sopra, non ho nulla da recriminare ai nostri. È stata una bella partita in cui, oltre alla strepitosa partita del portiere Viola, anche la sfortuna ha condito questo 0-0 di rammarico. Due pali pieni fermano la nostra corsa verso il secondo posto ma ci garantiscono, qualora la Lazio dovesse vincere, di rimanere comunque a +1 sui bianco celesti. Dando un'occhiata alla classifica ormai il team Europa è già pronto, a meno che non dovesse rifermarsi il mondo.

Un calcio comunque strano che, anche dopo la notizia che il pallone d'oro 2020 non verrà assegnato, sembra proprio una scampagnata con amici. Non riesco a percepire la sfida, la lotta e la competizione.

Speriamo tutto questo finisca presto e si possa ritornare negli stadi, nei pub ad abbracciarsi e soprattutto che il calcio torni quello di prima.

Sempre e comunque...

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Thu, 23 Jul 2020 05:19:28 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/548/inter-fiorentina-si-mette-contro-anche-la-sfortuna info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Roma - Inter: Gli errori arbitrali viziano una prestazione non esaltante! https://www.nicolabrunoblog.it/post/547/roma-inter-gli-errori-arbitrali-viziano-una-prestazione-non-esaltante

Poteva andare meglio, ma non è andata poi così male visto l'evolversi del match. Roma-inter poteva essere la partita consacrante, che ci avrebbe permesso di arrivare con il fiato sul collo della capolista Juventus. Dopo tutto, una bella partita, giocata in attacco da entrambi le parti regalando emozioni e phatos.

Ormai siamo agli sgoccioli del campionato forse più assurdo di tutti i tempi e le speranze di agguantare i bianco neri sono poche, ma non impossibili. Un 2-2 strappato negli ultimi minuti.

Un partita iniziata con i brividi per l'uscita a vuoto di Handanovic e il gol di De Vrij. Come detto le emozioni non mancano e la Roma prima ci raggiunge allo scadere del primo tempo  con il gol di Spinazzola, colpevole sia la difesa che Samir, dormiente, poi raddoppia con Mixit'aryan. Sul primo gol devo dire che il discusso fallo su Lautaro è l'ennesimo errore arbitrale palese, ma il direttore di gara dopo aver consultato il var decide comunque di convalidarlo.

Il secondo gol della Roma è ancora un errore difensivo che ci penalizza e ci fa rimanere col fiato sospeso fino allo scadere della mezzora successiva. Se non fosse stato per la difesa della Roma, in particolare per lo stesso Spianzzola, autore dell'1-1, forse non avremmo portato a casa nemmeno questo punto.

Fortunatamente la Roma ci restituisce il favore e dopo il doppio errore del difensore, Lukaku firma il 2-2 con un rigore secco e deciso nell'angolino basso a sinistra. Il duello tra noi, Atalanta e Lazio è ancora aperto e la juve non può di certo dormire sonni tranquilli. Io ci credo, ci credo.
Forza inter!

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Mon, 20 Jul 2020 08:09:36 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/547/roma-inter-gli-errori-arbitrali-viziano-una-prestazione-non-esaltante info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Inter-Torino: Non si molla niente! https://www.nicolabrunoblog.it/post/546/inter-torino-non-si-molla-niente

Che sofferenza, che sofferenza. Per poco non riuscivamo nell'ardua impresa di riscattare una squadra allo sbaraglio come il Torino. Un primo tempo da dimenticare in cui, sinceramente, ho temuto il peggio. Inter praticamente inesistente per i primi 45' minuti, messa a dura prova da un Torino che sembrava rinato.

La partita si apre con i nostri che attaccano, ma non vanno a segno. Dieci minuti di calcio. dopo di che il baratro. Le danze le apre Handanovic con una papera che è solo da cancellare. Da portiere si trasforma in assist-man e serve sui piedi di Belotti un 1-0 che più facile non si può. Senza voler demonizzare il povero Samir, anche gli altri 10 si impegnano per non fare nulla. Fortunatamente il primo tempo finisce e durante l'intervallo le urla di Conte devono aver convinto pure il massaggiatore a correre di più.

Fischio di ripresa e, contro ogni aspettativa, la partita diventa una discesa morbida verso la vittoria. I nostri rinsaviscono dalla bambola e tornano a giocare a calcio.

Passano pochi minuti dalla ripresa e Young segna il suo terzo gol. Da sottolineare anche l'intelligenza tattica di Lautaro che sponda di testa e serve su un piatto d'argento il gol del pareggio. Poco dopo raddoppiamo completando la rimonta. Posso contare sulle dita di una mano le volte che in vita mia ho visto uno schema su calcio piazzato concludersi con un gol. Ieri è stata una di quelle. Scucchiata di Ashley Young sponda di Sanchez e colpo di testa vincente di Godin che insacca sotto la traversa.

Si vede che il 1-2 ha dato fiducia ai nostri e infatti, passano pochi minuti ancora, e chiudiamo la partita mettendo il sigillo con il 1-3 di Lautaro. Tiro, deviazione fortuita e gol.

La partita continua con qualche emozione, ma l'Inter riesce a gestire il vantaggio e a portarsi a casa questi 3 punti fondamentali che ci rilanciano in seconda posizione.

Non c'è da esultare. Ora non dobbiamo più perdere punti e rimanere concentrati.

Un Inter che vale solo per il secondo tempo. Solo così possiamo sperare di rimanere in coda alla Juve.

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Tue, 14 Jul 2020 03:16:05 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/546/inter-torino-non-si-molla-niente info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Verona-Inter: Come buttare via una stagione https://www.nicolabrunoblog.it/post/545/verona-inter-come-buttare-via-una-stagione

Ed ecco che l’opera si è compiuta. Siamo riusciti a perdere il terzo posto e a farci scavalcare dall’Atalanta. La Roma è a -14, ma sinceramente la cosa non mi fa stare tranquillo. Io non voglio crederci, abbiamo buttato via una stagione in 3 partite. Tutti i sacrifici fatti, svaniti in due settimane. Sarà il Coronavirus, sarà lo stadio vuoto, ma sta di fatto che i sogni di gloria di lottare almeno per il secondo posto sono svaniti. Puff.

Un mix di incazzatura e rammarico. Speravo che dopo il flop di settimana scorsa contro il Bologna ci fosse una reazione di carattere dei nostri. Invece nulla. Ci siamo fatti fermare al Bentegodi dall’Hellas Verona. Merito anche alla squadra di Juric, ma che brutta questa Inter.

Partita che già dal primo minuto non lascia tranquilli noi tifosi. Dopo 2 minuti, infatti, il vantaggio dei Veneti fa presagire che i nostri stanno ancora negli spogliatoi a sorseggiare il loro thè. Come complicarsi la vita? Chiedi all’Inter.

A parte qualche sprazzo qua e là, il primo tempo non regala molte emozioni, se non per gli avversari. Doppio fischio ed 1-0 per l’Hellas. Io ho sempre difeso Conte: penso sia un grande allenatore, ma ultimamente ho notato un gran difetto che a mio avviso ci penalizza, e non poco. La sua grande qualità è quella di preparare benissimo la squadra alla partita. Si vede che ha un ottimo occhio per interpretare i match prima del loro inizio. Una cosa che però non riesce a fare, a mio avviso, è gestire la partita in corso. Per esempio i cambi, per esempio i cambi di modulo o di strategia. Mi sembra sempre che Antonio entri in campo e osservi la partita come un tifoso. Mia considerazione, certo, ma ho notato questo.

Infatti il secondo tempo inizia così come è finito. Gli stessi undici e lo stesso modulo. Nonostante questo i nostri tirano fuori la grinta ed in 10 minuti ribaltano il risultato. L’illusione.

Un uno due di Candreva, un po’ fortuito in entrambi i casi, ma che vale comunque la rimonta. Tutto sembra essersi ristabilito. 1-2 e una partita che è solo da gestire. Invece no. Creiamo poco, ci difendiamo male e così, quasi allo scadere, Veloso pareggia i conti. 2-2.

Come dicevo con questo risultato svaniscono i sogni di gloria per agguantare la Lazio. Ora sarà un testa a testa con l’Atalanta che invece non perde colpi.

Speriamo nel miracolo, e nella reazione dei nostri. Io starò guardare senza sbilanciarmi o fare strani pronostici.

Dico solo: Forza Inter!

Nicola Bruno

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Fri, 10 Jul 2020 06:32:58 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/545/verona-inter-come-buttare-via-una-stagione sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
Basta con questa "Pazza Inter"! https://www.nicolabrunoblog.it/post/544/basta-con-questa-pazza-inter

Scrivo a malincuore queste righe. Lo stato d'animo è quello di chi fa su e giù tra continui sbalzi d'umore. Mercoledì scorso abbiamo rifilato sei gol al Brescia, esprimendo un bel gioco e tanta qualità. Ottimo risultato ma la classifica è rimasta immutata visto che tutti, sia quelli davanti che quelli dietro, hanno vinto. Questo week end il calendario ci serve su un piatto d'argento la miglior occasione per andare a meno uno dalla Lazio ed invece riesumiamo una squadra che galleggiava a metà classifica, senza arte né parte, e perdiamo una partita che avevamo già in tasca.

Superficialità è la parola che metterei sul petto degli undici che hanno giocato. I nostri poco amati cugini ci fanno il favore dei favori: espugnano la Lazio per 0-3. Incredibile. Noi facciamo un favore a tutti gli altri e perdiamo. Per di più l'Atalanta vince e si piazza dietro di noi, facendoci sentire il fiato sul collo come se avessimo bisogno di altre pressioni.

Una partita davvero brutta. Unica nota positiva la prestazione di Young, più in fase offensiva che in quella difensiva.

Dopo il primo gol di Lukaku e qualche altro guizzo del sopra citato Young, la partita si spegne per poi riaccendersi nell'ultima mezzora. Espulso Soriano, Lautaro sbaglia il gol e Gagliardini la ribattuta. Rimango basito di fronte al teleschermo, ma siamo ancora 1-0 e quindi mando giù il boccone senza troppe sfuriate.

La ciliegina sulla torta, anzi, le ciliegine, arrivano dai due giocatori gambiani. Prima Juwara e poi Barrow ci mettono KO. Onore al Bologna che non si è arreso e ha rimontato una partita che sembrava chiusa solo 30 minuti prima. Ma questo è il calcio.

Ora la risalita, anche solo per il secondo posto, sembra una chimera. Il morale è a terra. Occasioni come queste non vanno sprecate, soprattutto quando l'avversario che si ha di fronte non sta lottando né per lo scudetto né per la salvezza.

Insomma, ho poco da aggiungere se non il grande rammarico di veder sempre di più sfumare la possibilità di piazzarci dietro la Juventus. Certo, ai fini della Champion's non cambierebbe nulla perché le prime quattro vi accedono direttamente, ma l'orgoglio di arrivare secondi avrebbe fatto bene al morale, e soprattutto al portafogli.

Detto questo, vi saluto.

Sempre e comunque, Forza Inter!

Nicola Bruno

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Mon, 6 Jul 2020 04:56:59 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/544/basta-con-questa-pazza-inter info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Inter - Brescia: Un set a zero per noi! https://www.nicolabrunoblog.it/post/543/inter-brescia-un-set-a-zero-per-noi-

Ed è quando ci sono partite così che tutto sembra essere più leggero e semplice. Un sonoro 6-0 nel derby lombardo contro il Brescia che consolida il nostro terzo posto e da morale alla squadra. Nulla da dire, ovviamente aggiungerei, sul piano tattico e di gioco.

La partita comincia subito in modo infuocato con il Brescia che tenta di andare in rete, ma Donnaruma prende male la mira e spreca così una delle pochissime occasioni avute dalla squadra bresciana. Da qui inizia la sfuriata Neroazzurra. Moses è scatenato, implacabile. Cross in mezzo all'aria al quinto minuto e bellissima volée di Young. È sempre Moses che semina il panico tra gli avversari e solo dopo un quarto d'ora si procura un calcio di rigore finalizzato da Sanchez per il momentaneo 2-0.

Il primo tempo si conclude con un altro gol, questa volta di D'Ambrosio, che con un perentorio colpo di testa mette il risultato in cassaforte: 3-0 e tutti negli spogliatoi. Il Brescia sembra ormai assopito e, anche al rientro dall'intervallo, non sembra aver la forza di reagire.

Martinez cerca il gol in tutti i modi, ma non lo trova. Al 52', però, Gagliardini cala il poker e si fa perdonare per l'erroraccio di settimana scorsa. 4-0 e tutto è in discesa. Fortunatamente non andiamo in brodo di giuggiole, ma manteniamo la concentrazione e manteniamo il pallino della gara.

Ancora tante occasioni, prima Gagliardini, poi Borca Valero, Martinez ed infine la traversa di Candreva sono l'anticipazione del 5-0. Eriksen all'84' si fa trovare nel posto giusto al momento giusto e con una zampata da vero rapace d'aria mette a segno il quinto gol. Ormai l'esultanza sembra fuori luogo e, con lo stadio vuoto, il caldo asfissiante e nessun urlo in sottofondo, si ha proprio l'impressione di star assistendo ad un amichevole pre-campionato.

La partita si chiude definitivamente, si intende per go realizzati, quattro minuti dopo con la silurata di Candrava da fuori area che mette il sigillo alla partita e sigla il 6-0. Come dicevo nulla da annoverare. Quando il risultato è così schiacciante c'è poco da dire e sarebbe superfluo qualsiasi tipo di critica: del tipo, ma Esposito?

La scalata per risalire la china è ancora lunga e nessuno sembra voler perdere colpi. Nonostante questo la speranza c'è.

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Thu, 2 Jul 2020 06:52:04 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/543/inter-brescia-un-set-a-zero-per-noi- sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
Parma-Inter: Si torna alla vittoria in extremis! https://www.nicolabrunoblog.it/post/542/parma-inter-si-torna-alla-vittoria-in-extremis-

Come si suole dire: ce la siamo vista brutta. Ma chi se non noi Neroazzurri può essere abituato a questo genere di emozioni. Soffrire è il nostro quarto comandamento. Quattro sono anche i punti che ci separano dalla Lazio, seconda, e dall'Atalanta, quarta. Quattro come i minuti in cui abbiamo chiuso una partita che fino all'ottantaquattresimo sembrava condannarci ad una sconfitta certa. Insomma, che bello, ma che fatica.

Devo dire che se c'è un cosa che sta contraddistinguendo questa ripresa post-covid è la garanzia che i nostri partano in sordina. Un primo tempo da dimenticare.

Il Parma parte in quarta e per i primi 20 minuti sembra il Barcellona di Guardiola (anche e soprattutto per nostro merito). Gervinho ricorda il nostro amato Eto'o e Kucka Iniesta. Proprio su un suo cambio campo la nostra difesa si dimostra ancora una volta impreparata, per fare un complimento. Candreva decide di arare il campo con una scivolata che lo spedisce direttamente a Piazzale Cuoco e D'Ambrosio rimane a guardare in attesa del tram. Tutti a raccoglier margherite e Gervinho segna. Si parte bene. Passano i minuti e il VAR ci toglie i dubbi su un possibile rigore e poco dopo, sempre Gervinho, fa un cost tu cost che finisce in un nulla di fatto grazie al piede poco educato di Cornelius che sgancia un siluro al primo anello rischiando di ferire qualche tifoso in tribuna. Per fortuna giochiamo a "porte chiuse".

La partita continua senza troppe emozioni, se non per l'incazzatura nel vedere un Parma da cineteca mentre i nostri ricordano gli spettatori del Cirque du Soleil.

Fortunatamente siamo sempre l'Inter e riusciamo a cavare un ragno dal buco pure in mezzo al mare.

Calcio d'angolo, doppio colpo di testa e De Vrij pareggia i conti. Quattro minuti dopo Moses, che sembra apparentemente voler uscire dal campo con la palla al piede, sterza improvvisamente e crossa alla cieca. Fortunatamente Bastoni si è perso nell'area di rigore avversaria e appoggia con facilità la palla in rete. 1-2. Non ci credeva nessuno, ma questo è il bello del calcio.

Prestazione scadente anche se le statistiche ci vedono dominare su tutti i fronti. Non posso nemmeno lamentarmi troppo perché, nonostante la poca qualità espressa, abbiamo portato a casa 3 punti fondamentali. Carattere e grinta sono requisiti indispensabili e ieri ne è stata la riprova.

Come dicevo la scorsa volta, ora sono tutte finali e l'importante è solo vincere.

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Mon, 29 Jun 2020 04:27:17 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/542/parma-inter-si-torna-alla-vittoria-in-extremis- info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Il Sassuolo si conferma bestia nera! https://www.nicolabrunoblog.it/post/541/il-sassuolo-si-conferma-bestia-nera

Un mercoledì sera rocambolesco. L'Atalanta e la Lazio si feriscono nello scontro quasi diretto, ma noi rimaniamo imbambolati a guardare.

Partita bizzarra, quasi surreale, soprattutto per il gol sbagliato da Gagliardini degno di finire negli archivi della Gialappa's Band. Incredibile.

Il match si sblocca dopo appena 4 minuti con il gol di Ciccio Caputo grazie ad una tipica sfagiolata della nostra difesa che lascia un buco da Guinness lasciato da Ranocchia. Per lui sarebbe meglio lo stagno, non il campo da gioco. I nostri si guardano in faccia increduli, ma è 0-1. L'Inter continua ad attaccare e finalmente, lo stesso Skriniar che poco prima si era fatto ammonire, si procaccia un rigore prezioso come il vaccino per il covid. Lukaku realizza e tutto torna in parità. Come nei tempi d'oro, completiamo la rimonta in meno di quattro minuti grazie al gol di Biraghi che ci fa andare negli spogliatoi molto più sereni e rilassati. Io mi bevo una birra per stemperare l'animo in attesa che tutto ricominci. Intanto la Lazio a pochi chilometri da noi, sta vincendo 1-2 a casa dell'Atalanta.

Il rientro in campo dagli spogliatoi che segue le direttive anti-covid dura come un terzo tempo. Una passerella infinita, ma finalmente tutti i giocatori sono schierati.

Il match ricomincia un po' in sordina. Buon tentativo di Biraghi e gol divorato da Gagliardini. Come si suole dire “quello lo facevo anche io dopo due birre”.

Il tempo scorre, ma nulla sembra succedere, fino a che una copia dell'azione del primo tempo che ci ha portato sull'1-1, si ripete in favore del Sassuolo. Rigore che passa sotto il gomito di Handanovic, accartocciatosi come un pezzo di carta. 2-2. Così come nel primo tempo la reazione è delle migliori. Punizione insidiosa di Candreva e tap-in facile facile di Borja Valero. Spiegatelo a Gagliardini.

È quasi finito il match e la partita sembra chiusa e così, solo dopo tre minuti, mi maledico anche solo per averlo pensato. Sono 3 minuti di fuoco. Incursione del Sassuolo sulla sinistra, cross raso terra lento come pochi, palla che attraversa tutta l'aria di rigore sotto le gambe di sette giocatori e gol del 3-3. Tipica azione delle seconde categorie di provincia. Due minuti dopo Skriniar decide di prendersi il doppio giallo e la partita finisce. Male direi. Malissimo.

Potevamo sfruttare lo scivolone della Lazio e invece nulla, rimaniamo sempre lì nel limbo della mediocrità. Nonostante tutto ci sono dei lati positivi: la reattività nello rialzarsi dopo i gol subiti e qualche bella azione ben gestita e manovrata. Per il resto manca ancora qualcosa.

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Thu, 25 Jun 2020 07:27:40 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/541/il-sassuolo-si-conferma-bestia-nera info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Inter-Samp: Buona la "prima"! https://www.nicolabrunoblog.it/post/540/inter-samp-buona-la-prima-

Sembrava impossibile, ed invece la Serie A ha ripreso anche se con meno entusiasmo di quando l'abbiamo vista l'ultima volta. Lo spettacolo non è il solito, ma a quanto pare "accontentarsi" è diventata la nuova parola d'ordine di questa ripresa.
Non avendo voglia di continuare, almeno per ora, la polemica sulle "porte aperte sì, porte aperte no", sono tanti i segnali positivi di questa nuova Inter post-covid.

Conte gestisce l'emergenza in mezzo al campo. Con l'assenza di Sensi, Brozovic e Vecino, decide di schierare Gagliardini al fianco di Barella davanti alla difesa e Eriksen in appoggio alla coppia Lukaku-Lautaro. Da subito si percepisce l'aggressività e la concentrazione dei nostri che al decimo minuto, con un'azione da applausi, va in segno con Lukaku. Bellissimo il colpo di tacco di Lautaro, perfetto l'assist di Eriksen e puntuale il gol del belga, che esulta in ginocchio e con il pugno alzato in memoria di George Floyd. Sono tante le occasioni create ed Eriksen mostra finalmente le sue carte, ma come sempre rischiamo e non ottimizziamo le chance. La voce di Conte nel silenzio di San Siro fa capire che il match non è un amichevole di fine stagione, così, solo dopo 20 minuti, un altro lampo nel cielo di Milano fa saltare sulle poltrone tutti noi. Lukaku ispira, Candreva rifinisce e Lautaro firma con facilità il 2-0.

Aggressiva e con le idee chiare all'inizio, in affanno ma sempre lucida nel finale. Riparte così l'Inter versione campionato dopo l'approccio complicato di una settimana fa a Napoli in Coppa Italia. Ora, con dodici giornate da giocare, i nerazzurri sono a  meno 6 dalla squadra di Sarri. Il nuovo modulo di Conte si è rivelato vincente. Una nuova soluzione tattica che prevede l’inserimento di un uomo di qualità come Christian Eriksen sulla trequarti, con due centrocampisti alle sue spalle a schermare soprattutto le offensive avversarie. Se inizialmente si pensava che con questa nuova interpretazione l’Inter potesse perdere gli inserimenti dei vecchi interni, ecco che in realtà sono più che altro cambiati solamente gli interpreti. Fondamentale, però, risulta il lavoro sporco di Lautaro Martinez e Romelu Lukaku in questo senso. A turno, infatti, uno dei due centravanti viene portato ad allargare il proprio raggio d’azione, attirando una o più maglie in posizione defilata, per consentire sia ad Eriksen che all’esterno nerazzurro del fronte opposto di poter inserirsi insieme all’altro attaccante e creare superiorità numerica all’interno dell’area di rigore.

Comunque, per tirare una somma sul match e non sulla situazione generale, questa Inter mi è piaciuta,  non solo per il risultato, ma soprattutto per la qualità espressa in campo.
L'importante è continuare così.

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Mon, 22 Jun 2020 08:02:03 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/540/inter-samp-buona-la-prima- info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Bisogna cambiare marcia in campionato! https://www.nicolabrunoblog.it/post/539/bisogna-cambiare-marcia-in-campionato-

In una stagione come questa è difficile attribuire specifiche responsabilità per quanto riguarda i risultati, però la sconfitta che ci ha eliminati dalla Coppa Italia, unico trofeo a cui potevamo realisticamente ambire, per l’ennesima volta conferma che ci manca ancora qualcosa per fare il salto di qualità. Per diventare uno squadrone sempre e comunque. È stato così in campionato con le sconfitte contro la Lazio e contro la Juventus, proprio nel momento in cui dovevamo restare in corsa e non perdere un millimetro; è stato così l'altra sera dopo 180 minuti in cui il Napoli ha fatto 2 tiri in porta e 2 goal.

A posteriori si percepisce meglio cosa non sia andato. Cioè, se sabato sera avessimo passato il turno, oggi staremmo aspettando una finale contro la Juve. Una finale con la Juve, buttata via, un po’ credendoci e un po’ no, un po’ provandoci e ogni tanto distraendosi. E dire che la partita era iniziata anche bene: dopo solo 3 minuti il biondo Eriksen segna direttamente da calcio d’angolo ricordando un grande del passato che da sempre ha diviso i tifosi nerazzurri, El Chino. Seguono 15-20 minuti in cui il Napoli sbanda e noi potremmo chiudere il conto. Purtroppo ci manca sempre l’ultimo passaggio. Se poi ci mettiamo che Ospina, a parte la papera sul nostro gol, è in serata di grazia, la frittata è fatta. Ce la potevamo fare e non ce l’abbiamo fatta. Sabato sera, a partita finita, ero normalmente deluso: “E vabbè, fa niente, sarà per la prossima”. Oggi sono infuriato. Mi chiedo dove arriverò a fine settimana. 

Per il resto, il ritorno al calcio rappresenta benissimo il panorama generale dei programmi televisivi italiani. Audience stratosferici per uno spettacolo da quattro soldi. Nonostante tutto ne avevamo voglia, ma i giocatori sono dello stesso pensiero? A loro sarà andato di scendere in campo? Qui sembra che l'unico che abbiamo avuto voglia nelle due partite disputate sia stato Ospina, per il resto è stata quasi più avvincente la partita del cuore dello scorso anno. Comunque in generale una brutta Inter e un brutto Calcio. Non mi è piaciuto Barella, mentre i 3 centrali difensivi sono sembrati la brutta copia di quelli che abbiamo visto fino a dicembre; davanti abbiamo giocato con un uomo in meno e sulle fasce i cambi sono stati forse un po' troppo tardivi. D’altronde mi insegnano che se il migliore in campo tra gli avversari è il portiere sei tu che hai perso un’occasione non loro che sono stati particolarmente bravi. 
Vedremo dove arriverà la nostra Inter e dove arriverà il calcio italiano.

Nicola Bruno

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Thu, 18 Jun 2020 08:05:49 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/539/bisogna-cambiare-marcia-in-campionato- info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Con le porte chiuse sarà un campionato "falsato"? https://www.nicolabrunoblog.it/post/538/con-le-porte-chiuse-sara-un-campionato-falsato

È chiaro a tutti che, purtroppo, abbiamo dovuto aspettare il responso del Governo per mettere le cose a posto, anche perché quello del calcio, non solo non c’è riuscito, ma ha dato una pessima immagine di sé.

Siamo nella situazione in cui le famose “porte chiuse” sembrano la miglior soluzione auspicabile, come ha anche affermato Beppe Marotta: “giocare a porte chiuse è l’unico strumento per concludere il campionato”. 

L'unica vera certezza, quindi, è che a questo punto il campionato verrà sicuramente “falsato”. Quanto meno non sarà più lo stesso, ma sarà come se ne iniziasse uno nuovo. Cambieranno le regole, le stesse che in un certo senso stravolgono il tradizionale svolgimento delle partite, al quale eravamo da sempre abituati. Certo, le “porte chiuse” sono da considerarsi un fatto accidentale al quale ci ha costretto la situazione che si è creata in questi ultimi mesi, ma così facendo si verrà meno ad un fattore determinante del calcio. Quale? vi chiederete voi. Semplice: “il fattore campo”. Giocare a casa propria, nel proprio stadio, e davanti ai propri tifosi rappresenta un vantaggio sia economico che sportivo. Così come tutti sanno che giocare fuori casa rappresenta un handicap per la squadra avversaria. Il tifo è quindi da considerarsi determinante nello sport, soprattutto nel calcio. Non è un caso, ad esempio, che nelle Coppe europee i goal in trasferta valgono il doppio, così come non è casuale che lo spareggio per l’assegnazione di una qualsiasi competizione venga sempre giocato in campo neutro. Evidentemente una ragione ci deve essere ed è rappresentata appunto dal “fattore campo”. Quindi, in condizioni normali, giocare in casa o fuori casa non è la stessa cosa. In un certo senso questa situazione appiattisce questo divario. In un primo momento si potrebbe pensare che questa limitazione valga per tutti e metta ogni team sullo stesso livello. Ma non è così.

Basti pensare a tutte quelle squadre che, come il Cagliari, in Napoli, il Lecce ed altre, sul campo da gioco fanno o stanno facendo fatica, ma che grazie al supporto del loro pubblico riescono a portarsi a casa punti utili per la classifica. Questa decisione sarà effettivamente una spada di Damocle per tutte le società che facevano forza sui loro seguaci.

Quindi ha senso che il campionato, e in generale tutte le competizioni calcistiche riprendano con queste nuove regole e paradigmi? Da tifoso dico di no, da spettatore, forse, l'impazienza di rivedere una partita anche seduto sul divano o al bar con gli amici (muniti di mascherina e guanti), mi fa bisbigliare un timido sì, non senza remore. È una campionato che “non s'ha da fare” e questo è chiaro a tutti.

La corsa allo scudetto dei neroazzurri e ormai compromessa, così come quello di tutte le altre squadre.

Un po' di rabbia, un po' di tristezza… ma sempre Forza Inter! 

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Fri, 12 Jun 2020 02:46:39 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/538/con-le-porte-chiuse-sara-un-campionato-falsato sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
Si torna in campo, ma a metà! https://www.nicolabrunoblog.it/post/536/si-torna-in-campo-ma-a-meta

Sembrerebbe tutto pronto per la ripartenza della Serie A. Anche l’Assemblea di Lega ha approvato le date: via il 13 giugno con le semifinali di ritorno di Coppa Italia (con finale prevista il 17), il 20 riprende il campionato con i recuperi del 25° turno: Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Torino-Parma e Verona-Cagliari. La Serie A dovrebbe concludersi nel weekend dell’1 e 2 agosto. Nei prossimi giorni verranno comunicate le date di ogni partita. Restano da stabilire anche le finestre orarie. La notizia che ovviamente ci aspettavamo e che lascia l'amaro in bocca è che tutti i match saranno rigorosamente giocati a porte chiuse. Questo il tasto dolente che ogni tifoso non voleva sentire.

Ma facciamo un piccolo riassunto. Dove eravamo rimasti prima dello stop al campionato?

Prima la Coppa Italia, e poi di nuovo in campo la Serie A: il 20 e 21 giugno si ripartirà dai recuperi della 25^ giornata, con quattro partite che consentiranno a tutte le squadre di rimettersi in pari con le partite giocate. In programma Atalanta-Sassuolo, Verona-Cagliari, Inter-Sampdoria e Torino-Parma. Ma vediamo un attimo com'era la classifica prima dello stop. Al primo posto c'è la Juventus, a quota 63 punti con 26 partite giocate. Tante quante quelle disputate dalla Lazio di Simone Inzaghi, che però insegue a -1 a quota 62. I nostri più indietro, ma con un match da recuperare che potrebbe portarci a 54 punti. Chiude invece la zona Champions l'Atalanta a 48, e anch'essa con una gara in meno. In zona Europa League ritroviamo Roma e Napoli, mentre va al Milan, temporaneamente, il settimo posto che potrebbe ugualmente valere l'accesso alla seconda competizione europea; senza dimenticare Verona e Parma, entrambe a -1 dai rossoneri ed entrambe con la 25^ giornata da recuperare. 

Come già detto si giocherà a porte chiuse, almeno fino a Natale. Infatti il pericolo di contagio da coronavirus, anche tra un mese e mezzo, sarà forte ed è molto difficile pensare anche ad una riapertura per gli spettatori. Un’altra ipotesi, inoltre, è quella di giocare in campo neutro, cioè se alcune partite sono previste nelle zone rosse, c’è la possibilità di giocare in altri campi.

Giocare a porte chiuse sicuramente porterà danni economici ai club, infatti non ci saranno entrate sui biglietti e gli abbonamenti, le perdite stimate potrebbero arrivar per gli ultimi 12 turni e i 4 recuperi della stagione attuale tra i 75 ed i 95 milioni di euro, sotto questo punto di vista bisogna comprendere le difficoltà delle squadre e la loro voglia di ripartire, tuttavia, le perdite maggiori le ha sicuramente lo spettacolo, quello garantito dai tifosi che rappresentano un valore aggiunto per ogni tipo di sport. Non so quanto senso abbia riprendere a queste condizioni, mi mancherà non poter emozionarmi dagli spalti, ma ovviamente continuerò a tifare sempre e comunque, anche da casa.

La situazione è drastica per quello che è lo sport più amato di Italia. Per una ripartenza normale? Se ne parlerà nel 2021…

Nicola Bruno

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Wed, 10 Jun 2020 08:31:28 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/536/si-torna-in-campo-ma-a-meta info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Buon viaggio Gigi https://www.nicolabrunoblog.it/post/535/buon-viaggio-gigi

Lo scorso 22 maggio ci ha salutati per l'ultima volta un simbolo del calcio italiano: Gigi Simone. Ex calciatore di Torino e Juventus, e allenatore degli stessi granata, ma anche di tantissime altre squadre tra le quali Lazio, Pisa, Genoa, Cremonese e Inter, aveva accusato un ictus il 22 giugno scorso nella sua abitazione di San Piero a Grado (Pisa) e da lì ha continuato a combattere per mesi, senza però riuscire a riprendersi. A marzo era stato trasportato a casa dalla clinica che l'aveva in cura per ragioni di sicurezza, vista la pandemia di Coronavirus.

A piangerlo siamo anche noi, tifosi dell’Inter, che lo ricordano per la sua breve, ma intensa esperienza sulla panchina nerazzurra nella stagione 1997-’98 e fino al novembre dello stesso anno, una stagione che lo ha visto protagonista e che, per le note ingiustizie di calciopoli, lo hanno privato della gioia dello scudetto. Ma lui, Gigi, era un vero signore anche nella protesta, mai sopra le righe, mai fuori luogo.

Con l'Inter ha vinto la Coppa Uefa nel 1997/1998, stagione in cui è stato premiato con la Panchina d'oro ed è arrivato secondo in classifica dietro alla Juventus al termine di un campionato ricco di errori e polemiche arbitrali. Su tutte quelle dello scontro diretto perso a Torino, con Ceccarini che non fischiò un rigore per il fallo commesso da Iuliano sul Fenomeno Ronaldo. 
Simoni ha scritto anche la storia della Cremonese, allenata tra il 1992 e il ’96 con una promozione in A, due salvezze e la conquista della Coppa Anglo-Italiana il 27 marzo ’93 a Wembley contro il Derby County, sconfitto 3-1.

Da calciatore ha vinto una Coppa Italia con il Napoli nel 1962, militando anche nel Mantova, nel Brescia e nel Torino prima che questi lo cedettero alla Juventus. Tantissime le squadre di cui è stato allenatore in una carriera durata quasi 40 anni: ben sette le promozioni dalla B alla A ottenute, che ne fanno il primatista in questa speciale graduatoria. Oltre che con la Cremonese, Simoni compì l'impresa anche con il Genoa nel 1976 e nel 1981, con il Brescia nel 1980, due volte con il Pisa, nel 1985 e nel 1987 e con l’Ancona nel 2003.

Ronaldo lo ricorda così: «Gigi Simoni per me non è stato solo un allenatore. Se oggi penso a lui, penso a un uomo saggio e buono, che non ti ordinava di fare le cose, ma ti spiegava perché quelle cose erano importanti. Penso a un maestro, come in quella foto che facemmo a Natale: lui direttore, noi l'orchestra -prosegue il fuoriclasse brasiliano su Instagram pubblicando l'immagine -. Lo ricordo così, con quel sorriso, la sua voce sempre calma, i suoi consigli preziosi. Potevamo e dovevamo vincere di più, ma abbiamo vinto insieme, la cosa che ci raccomandava sempre: grazie mister, mi hai insegnato più di quanto immagini ».

Nicola Bruno

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Tue, 26 May 2020 09:51:37 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/535/buon-viaggio-gigi info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
La leggendaria finale di Madrid https://www.nicolabrunoblog.it/post/534/la-leggendaria-finale-di-madrid

Per curare l'astinenza da calcio che ormai dura da troppo tempo, nella settimana del decennale della conquista del triplete, ottenuta il 22 maggio 2010 con la vittoria indimenticabile nella finale di Madrid, voglio ripercorrere, con la mente e con il cuore, quella straordinaria serata.

Correva l'anno 2010 quando Mourinho traghettò l'Inter in una delle imprese più uniche della storia del calcio italiano. Esattamente dieci anni fa, però, si disputò l'ultima partita, quella più significativa per me e per tutti i tifosi. Una partita attesa 45 anni. 

Il percorso durante la Champions League di quell’anno, fra l’altro, era stato particolarmente faticoso: qualificazione agli ottavi conquistata solo all’ultima giornata del girone, poi la vittoria con il Chelsea di Ancelotti, il doppio 1-0 contro il CSKA di Mosca e la sfida contro il Barcellona, con la qualificazione giunta al termine di una gara epica al Camp Nou. Poi, dulcis in fundo, la finale, a Madrid contro l'armata del Bayern Monaco. 

Un ricordo che, anche in questo momento, mi fa venire la pelle d'oca. 
Un flash nel passato a quella serata: la tensione, l'adrenalina, poi l’assist perfetto di Sneijder per Milito, quella finta, il gol e la corsa di gioia. 
Seguono due gol divorati rispettivamente da Sneijder e Müller che fanno scattare tutti in piedi. Samuel e Lucio arginano ogni incursione avversaria, Julio Cesar para anche i laser che dagli spalti gli puntano il volto. Zanetti e Maicon incontenibili sulle fasce, poi la ripartenza di Eto’o, il suo assist per il “Principe”, che quella sera divenne “Re” e la finta che ha messo a sedere mezza Europa. Gol. 2-0.

La gente si riversa in piazza e Milano diventa Rio de Janeiro a Carnevale. Un successo che nessuno si aspettava, così come l'addio, immediato, del tecnico. Incancellabile la scena in cui Mourinho ferma la macchina appena partita, scende e va ad abbracciare Materazzi, appoggiato al muro, dietro il bus nerazzurro, per un addio in lacrime.

La storia di una compagine che ha saputo superare ogni difficoltà e raggiungere le fasi finali di ogni competizione. Non vi era margine di errore e l’Inter non ha sbagliato nulla: Un sogno che rimarrà in eterno impresso nelle menti e nei cuori degli interisti. Un sogno conquistato meritatamente con la consapevolezza e la convinzione di essere i più forti. Perché quell’Inter, di dieci stagioni fa, era una vera e propria corazzata, capace di dominare in ogni competizione. Dopo un periodo così lungo le cose sono molto cambiate ma i ricordi rimangono incancellabili ed impressi nella memoria in eterno. Grazie Grande Inter per averci fatto vivere una notte dalle mille emozioni, una serata in cui esserci era un onore, un’annata in cui, più che mai, ci hai reso orgogliosi di essere interisti!
L’Inter, come detto, attendeva la vittoria della Coppa dei Campioni da 45 anni. Un’attesa infinita quasi come la nostra, nella speranza di tornare al più presto per strada, allo stadio, sedendoci al pub per bere una pinta tutti abbracciati. Adesso siamo in trincea e questa è la nostra finale. 
Forza Italia, ma soprattutto, forza Inter!

Nicola Bruno

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Tue, 19 May 2020 09:10:39 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/534/la-leggendaria-finale-di-madrid info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
InterStoryTV - La rovesciata di Djorkaeff https://www.nicolabrunoblog.it/post/533/interstorytv-la-rovesciata-di-djorkaeff

Quello di Djorkaeff è sicuramente uno dei gol più belli della storia neroazzurra. Il 5 gennaio 1997, l’Inter ospita la Roma a San Siro e il fantasista francese compie una prodezza che rimarrà impressa per sempre nella memoria e nel cuore di ogni tifoso ed amante del bel calcio.

L’azione comincia con un tiro di Maurizio Ganz parato da Sterchele, l’estremo difensore non riesce a trattenere e respinge sui piedi di Petruzzi che alza un campanile involontario che diventa l’assist per Djorkaeff. Il francese con una splendida sforbiciata leggendaria, diventata il simbolo degli abbonamenti della stagione successiva, insacca un gol da cineteca.

La partita finirà 3 a 1 per i nostri, gol di Ganz, Djorkaeff, un altro fantastico gol da fuori area di Fresi e Delvecchio per i giallorossi. L’Inter si presentava con un tridente offensivo formato da Djorkaeff dietro Ganz e Zamorano.

La stagione non sarà negativa, un terzo post alle spalle di Juventus e Parma, con 14 vittorie, 14 pareggi e 5 sconfitte.

INTER: 1 Pagliuca 4 Zanetti 19 Paganin 5 Galante 20 Angloma 7 Fresi 21 Sforza 14 Winter (32' st 18 Berti) 6 Djorkaeff 9 Zamorano 23 Ganz (32' st 2 Bergomi)
Panchina: 12 Mazzantini 3 Pistone 13 Festa 30 Di Napoli
All: Roy Hodgson

ROMA: 12 Sterchele 6 Aldair 13 Petruzzi 3 Lanna 7 Moriero 8 Statuto (1' st 9 Balbo) 5 Thern 18 Tommasi 11 Carboni 24 Delvecchio 17 Totti (31' 10 Fonseca)
Panchina: 26 Berti 2 Trotta 4 Annoni 28 Romondini 21 Bernardini
All: Carlos Bianchi

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Mon, 11 May 2020 08:57:32 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/533/interstorytv-la-rovesciata-di-djorkaeff info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
InterStoryTV - Lo scontro Ronaldo-Iuliano https://www.nicolabrunoblog.it/post/532/interstorytv-lo-scontro-ronaldo-iuliano

Il 26 aprile del 1998, esattamente 22 anni fa, avveniva uno degli episodi arbitrali più scandalosi e assurdi della storia dell'Inter e del nostro calcio, lo ricordo fin troppo bene. Se ne parla da allora e anche le giovani generazioni sono certo che ne avranno sentito molto parlare.

Recentemente sia Mark Iuliano, uno dei protagonisti dell'episodio e l'arbitro Ceccarini hanno avuto il coraggio di sostenere che quello del difensore della Juve sul Fenomeno non fosse fallo, addirittura ribaltando la cosa e dando la colpa a Ronaldo.

Non so come sarebbe finita quella maledetta stagione se questo episodio fosse stato valutato correttamente, so che sicuramente ha influito molto sul morale del nostri e sul prosieguo della stagione. 

A parer mio non c'è molto da dire, chiaramente rigore netto e palese. Lascio a voi le incontrovertibili immagini se ancora ci fosse bisogno di valutare. So bene che questo è uno degli episodi su cui non si troverà mai una verità assoluta, io mi attengo ai fatti, ricordando che questa stagione è uno dei tanti tasselli che porterà allo scandalo Calciopoli.

Sempre forza inter! 

 

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Sun, 26 Apr 2020 01:32:20 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/532/interstorytv-lo-scontro-ronaldo-iuliano sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
InterStoryTV - Inter vs. Barcellona 3-1 // aprile 2010 https://www.nicolabrunoblog.it/post/531/interstorytv-inter-vs-barcellona-3-1-aprile-2010

Ci sono partite emozionanti ed indimenticabili, che entrano di diritto nella storia del calcio e, da tifoso interista, in tutti questi anni posso dire di averne vissute parecchie. Ricordi indelebili nella mente e nel cuore che non andranno mai persi.

Tra i tanti, un posto d’onore merita la semifinale Inter-Barcellona, finita 3-1 per i nostri e che ci portava in una situazione di vantaggio alla partita della mancata famosa “remuntada” del Barca, aprendoci le porte della finale di Madrid.

La partita comincia subito a ritmi intensi, con occasioni da entrambe le parti. Al 19’ del primo tempo però sono i catalani a passare in vantaggio, approfittando di una splendida cavalcata dell’ex Maxell sulla destra, che la mette in mezzo per Pedro che batte Julio Cesar.

I nostri non si lasciano abbattere e dopo 11 minuti trovano il pari con Sneijder, liberato da una sponda del principe Milito. Ad inizio ripresa passiamo subito in vantaggio con uno splendido Maicon, servito ancora una volta da Milito trasformatosi in uomo-assist. Al 16’ riesce anche lui a trovare il gol del definitivo 3-1, su azione innescata da Eto’o che serve Sneijder, la palla arriva cosi al Principe che corregge in porta, di testa, il colpo di testa precedente dell’olandese.

Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon (27' st Chivu), Lucio, Samuel, J.Zanetti; Cambiasso, T.Motta; Eto'o, Sneijder, Pandev (11' st Stankovic); D.Milito (30' st Balotelli). A disposizione: Orlandoni, Cordoba, Materazzi, Muntari. All.: Mourinho
Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Pique, Puyol, Maxwell; Xavi, Busquets, Keita; Pedro, Ibrahimovic (17' st Abidal), Messi. A disposizione: Pinto, G.Milito, Jeffren, Y.Touré, Bojan, Henry. All.: Guardiola

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Mon, 20 Apr 2020 02:35:49 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/531/interstorytv-inter-vs-barcellona-3-1-aprile-2010 sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
InterStoryTV - Inter vs. Juventus 2-2 // marzo 2002 https://www.nicolabrunoblog.it/post/530/interstorytv-inter-vs-juventus-2-2-marzo-2002

Inter vs Juventus 2-2 // Marzo 2002

INTER: Toldo; J.Zanetti, Córdoba, Materazzi, Gresko; Concei[e7]ão (47' st Simic), Di Biagio (36' st Ventola), C. Zanetti, Seedorf; Vieri, Recoba (27' st Kallon). Allenatore: Cuper

JUVENTUS: Buffon; Birindelli, Thuram (22' pt Tudor), Iuliano, Pessotto; Zambrotta, Conte, Davids (31' st Tacchinardi); Nedved; Del Piero, Trezeguet (22' st Amoruso). Allenatore: Lippi

Il campionato è sospeso, bisogna rimanere a casa per tutelare l'incolumità di tutti e allora ne approfitto per rivedere, insieme a voi, alcune delle partite più belle e avvincenti della nostra Inter!

Una partita turbolenta, soprattutto per il pessimo comportamento di una parte dei tifosi bianconeri che gettano ripetutamente oggetti in campo.

Un primo tempo sicuramente vivo e frizzante rispetto ad una ripresa più blanda, 1-1 nel primo e 1-1 anche nel secondo tempo, con l’Inter che inizialmente va in vantaggio e recupera il pareggio finale proprio allo scadere.

Oggi voglio proporvi il primo dei due gol di Clarence Seedorf, che al 6° minuto ci porta in vantaggio con un sinistro imparabile scagliato da oltre venti metri direttamente sotto l'incrocio dei pali della porta di Buffon.

 

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Thu, 9 Apr 2020 03:07:08 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/530/interstorytv-inter-vs-juventus-2-2-marzo-2002 info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
InterStoryTV - Milan vs. Inter 2-2 // gennaio 2001 https://www.nicolabrunoblog.it/post/529/interstorytv-milan-vs-inter-2-2-gennaio-2001

Milan vs. Inter 2-2 // Gennaio 2001

INTER: Frey, Simic, Blanc, Cirillo, Brocchi; Jugovic, Di Biagio, J.Zanetti; Seedorf (31' st Farinos sv); Vieri, Sukur (22' st Recoba). Allenatore: Tardelli

MILAN: Abbiati; Chamot (1' st Costacurta), Roque Junior, Maldini; Helveg, Gattuso, Ambrosini (30' st Giunti), Coco; Leonardo (1' st Boban 7), Bierhoff, Shevchenko. Allenatore: Zaccheroni

Il campionato è sospeso, bisogna rimanere a casa per tutelare l'incolumità di tutti e allora ne approfitto per rivedere, insieme a voi, alcune delle partite più belle e avvincenti della nostra Inter!

Una stagione complicata quella del 2000-2001, subito l’eliminazione dall'Helsingborg nei preliminari di Champions League e sconfitti dalla Lazio in Supercoppa italiana. Poi l’avvicendamento in panchina tra Lippi e Tardelli, l’attesa per il recupero del Fenomeno, le pesanti sconfitte in coppa italia contro il Parma e in Uefa contro l’Alaves e il quinto posto in classifica in campionato, insomma un piccolo lungo calvario.

Il derby di andata di quell’anno finisce in parità, 2 a 2, un match che va ben oltre le modeste aspettative che venivano da posizioni in classifica delle due squadre non proprio al top.

Il Milan parte subito bene e mette i nostri in difficoltà, che però trovano inaspettatamente il vantaggio con uno splendido pallonetto di Sukur, schierato al fianco di Bobone Vieri. Nel secondo tempo la partita entra nel vivo, Boban sigla il pari su assist di Bierhoff, una gran punizione di Di Biagio riporta l’Inter in vantaggio e sul finale ci pensa Bierhoff con un colpo di testa a segnare il pari.

Oggi voglio riproporvi l’incredibile e contestata punizione di Gigi Di Biagio, che da 35 metri, mentre i milanisti sistemano la barriera, coglie tutti di sorpresa e la mette all’incrocio. Polemiche a parte rimane un gol da antologia del calcio!

 

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Thu, 2 Apr 2020 03:05:19 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/529/interstorytv-milan-vs-inter-2-2-gennaio-2001 info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Juve - Inter: Una serata no! Bisogna lavorare sul carisma. https://www.nicolabrunoblog.it/post/528/juve-inter-una-serata-no-bisogna-lavorare-sul-carisma

Partita a porte chiuse, spettacolo dimezzato e sconfitta amara. Una domenica sera non all'altezza delle aspettative. Una partita che forse meritava sorti migliori, che però tutto sommato ha visto una Juventus in gran forma, soprattutto dopo l'1-0.

Dopo settimane di rinvii e polemiche, alla fine si è giocato. Un weekend di calcio assurdo, un Derby d’Italia mai visto. Si poteva arrivare in un milione di modi al calcio d’inizio di questa sfida scudetto, ma si è scelto quello più contorto, snervante e umiliante per i milioni di tifosi in tutto il mondo che si sono dovuti sorbire un tetro teatrino, un circo mediatico che non sembra avere fine. Servono decisioni forti e dirigenti che sappiano come traghettare il calcio in uno dei momenti più critici del dopoguerra italiano.

Purtroppo quella che doveva essere la prova di maturità, la sfida decisiva per i nostri è diventata una cena indigesta che ha lasciato l'amaro in bocca. Ora il sogno scudetto è davvero lontano: servirebbe un miracolo anche perché Juve e Lazio sembrano non voler perdere colpi. La partita, che è stata ben gestita fino al gol di Ramsey, ha messo in evidenza tutte le nostre lacune soprattutto per quanto riguarda la prova di carattere. Come ha giustamente detto mister Conte, i Nerazzurri devono ancora crescere dal punto di vista del carisma. Non c'è stata alcuna reazione dopo il gol del vantaggio bianconero, soprattutto in virtù del fatto che è arrivato nel nostro miglior momento, proprio quando stavamo iniziando a costruire un buon gioco nella trequarti avversaria con palla a terra e almeno 4 uomini in attacco. La squadra si è abbattuta e nessuno in campo ha dimostrato di essere un vero e proprio "capitano". Sono rimasto molto amareggiato da questo atteggiamento. Il Corriere dello Sport, molto severamente, dice: “Un gol e la sua squadra si spegne. Senza grinta, senza rabbia, senza idee se non quella di Eriksen che, in un’Inter del genere, non può restare fuori per un’ora intera. Non trova alternative al suo consueto sistema e si butta sulla difesa a 4 solo sullo 0-2. Intanto Juve e Lazio se ne sono andate…”.

Il migliore dei nerazzurri è stato sicuramente Samir Handanovic, che ha dimostrato quanto sia importante per questa squadra. Questo a dimostrazione del fatto che non è stata una partita che siamo riusciti a gestire. I bocciati invece sono tanti, ma spicca ovviamente l’uomo più atteso: Romelu Lukaku, colpevole di una prestazione a dir poco anonima.

Per il resto, poco da aggiungere, staremo a vedere come si decide di far proseguire il campionato di Serie A. Per ora le porte chiuse sembrano l'unica soluzione, ma spero che vengano prese le giuste decisioni, nella speranza che l'intero campionato non venga annullato.

Sempre e comunque. Forza Inter!

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Mon, 9 Mar 2020 08:48:26 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/528/juve-inter-una-serata-no-bisogna-lavorare-sul-carisma sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
Il campionato riprende a porte chiuse! https://www.nicolabrunoblog.it/post/527/il-campionato-riprende-a-porte-chiuse

Ed eccoci arrivati al giro di boa. Dopo diverse considerazioni fatte sulla questione Coronavirus e "porte aperte sì" o "porte aperte no", mi sembra doveroso approfondire insieme a voi la questione. Le scelte confusionarie e contraddittorie prese dai massimi vertici decisionali non hanno fatto altro che alimentare paura e sconforto tra gli appassionati di sport. Solo pochi giorni fa la FIGC si è ufficialmente adeguata al provvedimento preso dal Dcpm per fronteggiare l'emergenza COVID-19: "Sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato". Quindi lo sport non si ferma, ma prosegue mutilato, ovvero senza il pubblico, fino al 3 aprile.

Tra Serie A e Coppa Italia sono 12 le partite rinviate. Questo fine settimana sarà dedicato ai recuperi delle partite non giocate della 26esima giornata: si parte sabato sera con Sampdoria-Verona, per proseguire poi domenica con Milan-Genoa alle 12:30. Alle 15 appuntamento con Parma-Spal e Sassuolo-Brescia, alle 18 Udinese-Fiorentina. Il big match Juventus-Inter si giocherà domenica alle 20:45. Per quanto riguarda la Coppa Italia non ci sono date certe per i recuperi delle semifinali di ritorno. Una delle possibilità che sta prendendo piede è quella di far giocare le semifinali e la finale ad agosto[1].

Giocare le partite a porte chiuse per Serie A, B e C da qui a fine stagione potrebbe comportare una perdita considerevole.

Intanto il presidente nerazzurro, Steven Zhang, ha annunciato la donazione di 100.000 euro al Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche "L. Sacco" di Milano, diretto dal prof. Massimo Galli. "L'Inter - spiega- ha un legame indissolubile con la città di Milano ed è orgogliosa della dedizione con cui tutto il personale del Ospedale Sacco sta facendo fronte alla eccezionalità della situazione. Fin dall'avvio dell'emergenza Coronavirus abbiamo seguito con particolare attenzione e apprensione l'evoluzione della situazione, sia come club sia come azionista, rimarcando in tutte le sedi come l'unica priorità fossero la salute pubblica e la sicurezza. È per questo motivo che FC Internazionale Milano sente il dovere di sostenere l'Ospedale Sacco", conclude[2].

Il calcio in fin dei conti è un settore industriale come tanti altri, a cui si sta chiedendo un sacrificio per la salute pubblica, e come gli altri settori andrà aiutato. Non bisogna pensare solo allo stipendio dei big, ma ai tanti lavoratori normali del comparto sport/turismo che sono impiegati direttamente nelle società o nell’indotto.

La considerazione ultima che vorrei fare è semplice e concisa: sono pronto a scommettere che nessuno voglia rischiare la propria salute, o quella dei suoi cari, per far si che tutto prosegua come se niente fosse. L'emergenza c'è, il virus è reale e qualche provvedimento deve essere preso. L'unico dispiacere sarebbe quello di veder degenerare la situazione rischiando di falsare quello che, dopo tanti anni, risulta essere un campionato competitivo e avvincente.

Viva lo sport e Forza Inter!

Nicola Bruno

 

[1] Agigmeg. https://www.agimeg.it/scommessesportive/coronavirus-serie-a-partite-rinviate

[2] Repubblica. https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2020/03/04/news/campionato_a_porte_chiuse-250224423/

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Thu, 5 Mar 2020 03:59:05 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/527/il-campionato-riprende-a-porte-chiuse info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)
Il derby d’Italia senza tifosi non è un vero derby! https://www.nicolabrunoblog.it/post/526/il-derby-d-italia-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby

E anche questa è andata. Tra psicosi Coronavirus e polemiche varie ci siamo portati a casa, senza troppa difficoltà aggiungerei, il passaggio del turno agli ottavi di finale di Europa League. Se già il fatto di non poter essere allo stadio è un avvenimento che rovina la mia serenità da tifoso, quella di vedere lo stesso vuoto è un'amarezza ancor più grande, come se la partita giocata non fosse una vera e propria competizione ma un'amichevole estiva del 15 agosto. Dopo così tanti anni di spassionato tifo ancora non mi sono abituato a questa visione. Comunque, nonostante tutto, ci portiamo a casa un essenziale 2–1 e ci proiettiamo alle prossime gare.

A smorzare un po' i toni del match, oltre alla questione "porte chiuse", è stata anche una partita di certo non entusiasmante. L'unica nota rilevante, se così si può definire, è il gol di Lukaku che ricorda un po' i "gollonzi" di Mai dire gol. Per il resto è stata una gara dai ritmi fiacchi e con poche emozioni. Superati i sedicesimi, agli ottavi peschiamo il Getafe, un sorteggio non proprio fortunato che ci pone davanti un avversario ostico, fresco dal passaggio di turno con il ben più quotato Ajax. 

E mentre arriva l'ufficializzazione da parte della FIGC che conferma le "porte chiuse" anche per la partita di domenica contro la Juventus, io insisto sul fatto che tutto questo è patetico. Esatto, patetico. È ridicolo che ci venga privata la possibilità di supportare la nostra squadra in una tra le partite più importanti del campionato, senza quel costante urlare in sottofondo che accompagna normalmente una partita di calcio. Insomma, ribadisco che sarebbe stato meglio sospendere il campionato e riprenderlo una volta finita l'emergenza. Sarà il derby d’Italia più triste degli ultimi anni.

Scenderemo in campo con il solito 3-5-2: Handanovic tra i pali, Godin, Skriniar, De Vrij a difesa dell’estremo difensore Candreva, Barella, Brozovic, Eriksen, Young a formare i cinque di centrocampo e i soliti Martinez, Lukaku davanti a tutti. La Juve è ormai una tra le squadre più forti in circolazione, ma nonostante questo credo fermamente che i nostri possano mettere in difficoltà gli undici di Sarri.

Al netto di ogni considerazione tecnica stiamo parlando del Derby d’Italia, una partita che va ben oltre i 3 punti, ben oltre il campionato, una sfida storica e che nel cuore di ogni tifoso accende una rivalità unica. Nella mente scorrono decine e decine di immagini, episodi, emozioni, sfottò e quant’altro e, giusto per rimanere a tema, spero proprio che i due rigori “non dati” contro il Lione non vengano recuperati in campionato… Ad ogni modo non posso e non voglio fare pronostici azzardati, per questo aggiungo solo: Forza Inter!

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Sat, 29 Feb 2020 00:40:24 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/526/il-derby-d-italia-senza-tifosi-non-e-un-vero-derby sadmin@vidaengine.it (Vida Superadmin)
Europa League: Inter - Ludogorets si giocherà a porte chiuse https://www.nicolabrunoblog.it/post/525/europa-league-inter-ludogorets-si-giochera-a-porte-chiuse

Ci mancava solo il Coronavirus. Per questo motivo il match di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League si giocherà a porte chiuse costringendoci a rimanere sul divano di casa senza la possibilità di adempiere ai nostri doveri da tifosi. Capisco benissimo l'emergenza sanitaria – che sia chiaro, non voglio né fare l’allarmista né quello che si disinteressa –, e certamente rischiare una vera e propria epidemia per una partita di calcio sarebbe da folli, ma come ho sempre sostenuto, il calcio è soprattutto dei tifosi. Posso dirmi in disaccordo con la scelta presa dalla commissione: avrei preferito di gran lunga che la decisione della FIGC fosse stata più decisa, di polso: in poche parole a favore dello spettacolo e non della mera preoccupazione che si accavallassero troppe partite da recuperare. Competizioni sospese per una settimana e ci si sarebbe rivisti tutti ad emergenza cessata. In questa maniera non si fa altro che penalizzare il gioco e la spettacolarità di questo sport, infatti, togliendo il sostengo dei propri tifosi, si rischia di compromettere la qualità delle gare. Certo, non è di questa partita che mi preoccupo maggiormente. Andrebbe bene anche un misero 0-0 contro il Ludogorets per garantirsi il passaggio del turno agli ottavi di finale. Quello che più mi infastidisce invece è pensare alla partita di domenica contro la Juventus, match decisivo, ma che dico, fondamentale per la corsa allo scudetto. La decisione, dalle ultime indiscrezioni, sembrerebbe ufficiale. 

L’Inter, essendo ancora impegnati su tre competizioni (campionato, Coppa Italia, Europa League) si trova in una situazione alquanto complicata in merito a posticipi e rinvii. Non si è ancora capito se la partita sospesa di domenica scorsa contro la Sampdoria è stata posticipata al 20 maggio oppure no.Insomma, in questo stato di confusione generale mantenere la lucidità sarà ancora più complicato per gli uomini di Conte.

Entrando nel vivo del match, e alla luce del rinvio della gara con la Sampdoria, è molto probabile che possano scendere in campo molti titolari sia per assicurarsi la vittoria, sia per non perdere minuti e continuità. Out lo qualificato Lautaro Martinez, giocheranno Alexis Sanchez e Romelu Lukaku. In mezzo al campo conferma per Christian Eriksen dal primo minuto, con Brozovic e Barella, in vantaggio su Vecino, a completare il reparto. In difesa Bastoni si gioca il posto con Godin al fianco di Skriniar e De Vrij.

Sono davvero amareggiato e preoccupato dalla situazione generale. Quello che è certo è che non saranno settimane consuete. Staremo tutti con le orecchie tese per captare qualsiasi novità e riaggiornarci il prima possibile.

Forza Inter!

Nicola Bruno

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Wed, 26 Feb 2020 05:49:07 +0000 https://www.nicolabrunoblog.it/post/525/europa-league-inter-ludogorets-si-giochera-a-porte-chiuse info@nicolabrunoblog.it (Nicola Bruno)