Pazza Inter, ma torniamo a vincere

Dottor Jeckyll e Mr. Hide, o forse il contrario. Sicuramente mi ritrovo oggi a ...


Dottor Jeckyll e Mr. Hide, o forse il contrario. Sicuramente mi ritrovo oggi a scrivere di un Inter completamente a due facce, che ha avuto bisogno di una pessima figura nel primo tempo per tirare fuori l’agonismo e l’orgoglio che ci hanno portato alla vittoria finale.

E pensare che nel prepartita non solo eravamo i favoriti, ma sfruttavamo anche il fatto che il Torino si è presentato nel cerchio di centrocampo con la pesantissima assenza di Belotti, il centravanti che sicuramente rappresentava il maggiore pericolo per i nostri.

E invece solito copione: squadra moscia, mancanza di determinazione e di gioco (per i primi 45’ davvero inesistente), e, come se non bastasse, rete dello svantaggio a pochi giri dall’intervallo, decisamente il peggior momento per prendere gol. Una rete che nasce da una costruzione di gioco forzata da parte della difesa, e, nello specifico, di Ranocchia, sicuramente non un difensore dai piedi raffinati. Ed ecco che ai granata sono bastati 3 passaggi in fila (lodevole quello di tacco da parte di Meite, devo ammetterlo) per smarcare il redivivo Zaza (per fatalità subentrato proprio a Belotti) che, con il suo sinistro, ha facilmente beffato Handanovic.

All’intervallo mi sono detto “dai Nicola, vedrai che Conte negli spogliatoi saprà toccare le corde giuste per ribaltare la partita” ... e invece è successo il contrario, ho assistito a un altro tremendo quarto d’ora in cui la partita è ripresa esattamente come l’avevamo lasciata, con noi che fatichiamo a costruire una parvenza di gioco (ho perso il conto delle volte in cui Lukaku è finito in fuorigioco) e con il Torino che ne approfitta per veloci ripartenze. Proprio da una di queste, infatti, è nata un’accelerazione da parte di Singo (nota a parte: al suo esordio nella massima competizione questo sembra proprio essere un gran bell’esterno di fascia, sicuramente da tenere sott’occhio) che ha tagliato il campo bruciando nello scatto Young e anticipando il suo rinvio. Risultato? Calcione in pancia che l’arbitro non ha visto, ma che il VAR si è premurato (giustamente, ahimè) di segnalare dopo poco. Calcio di rigore, gol di Ansaldi, un ex, e 2 a 0.

Ecco fatto, mi sono detto, un’altra giornataccia... e invece per rabbia, o forse solo per smentirmi, ecco arrivare la reazione che avrei voluto ad inizio ripresa, lo spirito affamato e competitivo che in realtà vorrei vedere fin dal fischio d’inizio. Lautaro al posto di Gagliardini, Vidal abbassato sulla mediana e Sanchez spostato sulla trequarti, e in un battibaleno ecco riversarci tutti davanti alla porta di Sirigu generando una serie di occasioni offensive.

In una di queste, appena due minuti dopo il rigore granata, arriva Sanchez a ribadire in rete un tiro sulla traversa del nostro gigante belga, ribattuto malamente dalla difesa del Toro. Passano altri 3 minuti, e al 22’ il cileno ricambia il favore, servendo con un affondo un pallone sul quale Lukaku avrebbe anche potuto soffiare per spedire in rete. Neanche il tempo di un caffè e, quindi, il risultato è 2 a 2, parità. A questo punto pazza è l’Inter, pazzo è il gioco del calcio, e che succede? Episodio dubbio in area del Torino e check al VAR dopo lo sviluppo dell’azione... rigore per noi!
Onestamente ci ho capito poco in quel frangente, ma appoggiandomi alla cronaca del Corriere dello Sport ho capito che “il fuorigioco precedentemente fischiato al marocchino [Hakimi] viene superato dal tocco del granata che lo rimette in gioco”, e quindi viene fischiata la massima punizione e Lukaku si presenta sul dischetto. Neanche a dirlo, 3 a 2 per noi e 7 gol stagionali in 7 presenze per l’attaccante.

Con il vantaggio devo dire di essermi un po’ rilassato, non tanto per il risultato, che noi tifosi sappiamo non essere mai adeguatamente al sicuro, quanto per lo spirito che vedevo negli occhi dei nostri giocatori. Affamati a tal punto da continuare a costruire occasioni e da arrivare al meritatissimo 4 a 2 firmato da Lautaro, dopo un’azione in allungo e un superbo assist da parte (di nuovo) del belga.

Torino archiviato, ora non possiamo assolutamente compiacerci visto che già mercoledì, a San Siro arriveranno i blancos del Real Madrid. Servirà qualcosa di più di un miracolo, ma mai dire mai... con questa pazza Inter può succedere di tutto!

Avv. Nicola Bruno